Tullio Avoledo accantonati i suoi due personaggi seriali, Sergio Stokar e Marco Ferrari, ha dato vita ad un nuovo personaggio, l’avvocato Vittorio Contrada che vive a Milano, ha uno studio con due soci, di cui uno fittizio e si avvale della collaborazione di Andrea Benati detto Ciuffo. In “Come si uccide un gentiluomo” la prima avventura di Contrada, abbiamo conosciuto questo avvocato che, dopo l’omicidio di un suo amico, inizia un’indagine che lo porta assieme alla sua socia Giorgia Almariva a muoversi fra Milano e il Friuli. Nell’indagine grande importanza la vestirà il padre di Contrada.
Ma veniamo a questo nuovo libro, “Ultimo valzer di una ragazza perbene” questa volta è una donna che riemerge dal passato di Contrada, Claudia, una sua ex compagna di scuola, che lo incarica di far luce sulla sparizione del cane della figlia Ada e dei messaggi minatori che la stessa riceve da un po’ di tempo. Contrada è combattuto fra la voglia di aiutare Claudia e l’opposizione della sua socia. Alla fine, complice anche il consistente anticipo l’indagine viene accettata. Quella che sembra la classica storia di una ragazza ricca e indifesa da proteggere, presto si rivela ben più complessa. Le indagini svelano una verità inaspettata: Ada non è affatto una ragazza ingenua. Ha una doppia vita, fatta di performance hot su un sito web “For Your Pleasure”che si scoprirà essere di proprietà di Eugenio Morlacchi, patrigno della ragazza.
Lentamente la vicenda si dipanerà, una delle caratteristiche di questo libro è proprio la lentezza con cui si svolgono i fatti, che io ho apprezzato molto. Altro aspetto che mi è piaciuto è la vicenda umana di Contrada, il suo rapporto con i genitori: la madre, ricoverata in una struttura per anziani, con le prime avvisaglie di Alzheimer, il padre, dopo la precedente avventura si è defilato preferendo farsi credere morto, rimane però una figura potente e ancora in grado di fare la differenza sia per le sue conoscenze, sia per la sua spregiudicatezza e dal quale Vittorio Contrada si sente molto lontano.
Apprezzo molto l’abilità di Avoledo di sviluppare trame che intersecano vicende umane a questioni poco conosciute, mentre ci racconta delle indagini, abbiamo modo di conoscere anche altri fenomeni del nostro tempo, le criptovalute, da una parte e il depauperamento della fauna ittica, in modo particolare del tonno rosso, dall’altra. Non mancano l’ironia, che è un tratto specifico dell’autore, i dialoghi ben costruiti, le suggestioni musicali e tante citazioni letterarie. E quale musica migliore di quella di un valzer, lento e struggente per descrivere il mondo attorno a noi?!
Consigliato.
Ho letto il libro in formato e-book preso in prestito, attraverso il MLOL, dalla biblioteca civica G.Tartarotti di Rovereto

