Genere:
Redenzione
La pigra tranquillità di Volterra viene sconvolta dal ritrovamento di un cadavere, una donna strangolata e gettata in un fosso. Del caso si occupa Maurizio Nardi, comandante dei carabinieri, uomo acuto e schivo, sempre in cerca di una solitudine dove far luce sulle indagini e su se stesso. Per Giorgia Volterra è vacanza e rifugio, il posto dove riprendere fiato e proteggersi. Per Malina rappresenta un approdo, il posto in cui confondersi tra gli alberi e le pietre millenarie. Le due donne diventano amiche e Giorgia confida a Malina un passato di anoressia e la fine di una storia d’amore. Malina le restituisce brevi lampi di sé e le racconta della madre, internata giovanissima nel manicomio della città. Mentre il comandante Nardi indaga per ricostruire le relazioni e i movimenti della vittima, anche Giorgia scompare misteriosamente. Dopo La memoria della cenere, Chiara Marchelli torna con un romanzo costruito con rara maestria, un’indagine poliziesca intrecciata alle radici storiche della follia. In un racconto mozzafiato, dove il passato sboccia nel presente come un fiore velenoso, l’autrice si immerge nella fragilità dell’animo femminile, che nella fame di libertà e perfezione ha sempre cercato il riscatto dall’infelicità e dal male inflitto e subìto.
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Recensione a cura di Todaro Edoardo

Con il noir scritto da Chiara Marchelli ci troviamo di fronte a qualcosa che potrebbe essere definito un noir al di là del noir. Infatti  ci troviamo ad avere a che fare con alcuni aspetti della nostra vita che grazie a queste pagine, ed il noir come ben sappiamo serve anche a questo, vengono affrontati ed indagati: l’anoressia, non tanto come in realtà è conosciuta in quanto a  mancanza di appetito ma come mancanza di desiderio,  come aspirazione al perfetto che non si realizza; ed il disagio mentale con gli ansiolitici e  l’elettroshock  usati come cura;  le violenze che sono vere e proprie torture, anche le lettere che i degenti scrivono ai propri cari e mai spedite sono parte di queste violenze. Al centro di queste pagine troviamo Volterra,che si trova a fare i conti con una donna ammazzata ed una scomparsa, cittadina che assume le sembianze di luogo separato dalla realtà, ed il “ suo “ ospedale psichiatrico giudiziario, oggi abbandonato, ma che è fonte di misteri, passati ed odierni. Un luogo, che di fatto è una città nella città, dove ci vivi perché sei malata, ma malata di cosa ….. Un luogo dove chi è protagonista di questo noir vi entra a 19 anni e ne esce a 40 risultando un po’ strana; un luogo dove puoi benissimo trovare gente che la famiglia non può tenere, se sei donna poi … Ma se vogliamo restare nell’ambito strettamente noir, con “ Redenzione “ abbiamo l’occasione di conoscere Maurizio Nardi, un comandante dei carabinieri alla sua prima indagine, che applica al suo metodo investigativo l’osservazione dell’ambiente, la sua meticolosa descrizione, la ricostruzione, a ritroso, della vita dell’assassinata. Un  investigatore che di fronte alle difficoltà non si permette di ostinarsi in quanto consapevole che sarebbe  il peggior sbaglio. Un libro che non accenna mai a lasciare il suo ritmo frenetico ed angosciante. Tanti i personaggi con cui abbiamo a che fare, ma la maggioranza dei quali sono parte degli ultimi, di quegli ultimi che hanno la violenza come valvola di sfogo.

Come detto precedentemente, “ Redenzione “ oltre ad essere una storia al femminile, è l’ulteriore conferma di quanto efficace è il noir nell’avvicinare alla conoscenza di fatti che altrimenti si stenterebbe a conoscere. Leggerlo non ci mette a posto con la coscienza, anzi ci offre moltissimi motivi di riflessione.

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