Nei luoghi più oscuri di Carlo Lucarelli
Recensione di Claudia Proietti
Se c’è qualcosa di più concentrato ma, a suo modo, anche più duttile di un bel romanzo, è senza dubbio un bel racconto. E che cosa succede se uno dei grandi maestri del giallo italiano ne riunisce ben undici in un’unica antologia? È questo il caso della raccolta Nei luoghi più oscuri di Carlo Lucarelli (2025, Einaudi).
Lucarelli ha più volte dichiarato il suo amore per questa particolare declinazione della letteratura; d’altronde è innegabile che, per concentrare una trama plausibile e raccontare personaggi ben caratterizzati con a disposizione un limitato arco spazio-temporale, ci voglia un lavoro di mestiere, oltre che di ingegno e talento. Scrivere un racconto, soprattutto se si tratta di un giallo, un crime o un thriller – o comunque di qualcosa che implichi un iter che si apre e si chiude con passaggi logici – è un po’ come cercare di arredare al meglio una stanza molto piccola: si può correre il rischio di essere eccessivi e di rendere l’ambiente claustrofobico, oppure di voler rimanere vaghi e mantenere il contesto freddo e troppo asettico. È dunque una questione di equilibri, mai come nel caso dei racconti: dare al lettore una storia che, pur in breve tempo e con un numero limitato di parole, riesca a catturarne l’attenzione e a rimanere impressa nella mente e nella memoria.
In questa piccola grande collezione, Carlo Lucarelli lo fa come suo solito nel migliore dei modi, alternando il thriller e la suspense al noir più crudo, sempre strizzando l’occhio alle caratteristiche del cosiddetto “noir padano” di cui lui è esponente d’eccellenza. Si alternano così magistrati che sembrano bambine da proteggere da spietati attentati mafiosi, a sicari professionisti dall’aspetto accomodante e simpatico, giovani donne alla disperata ricerca di vendetta e poliziotte sospettose che scelgono di non mantenere lo status quo, fino a poliziotti e killer i cui ruoli e la cui umanità finiscono per sovrapporsi e sostituirsi. Si lascia spazio alla realtà delle infiltrazioni della ’ndrangheta nel tessuto sociale, politico ed economico bolognese, senza dimenticare i tratti di giallo classico che si alternano a sprazzi di nero colmo di tensione. Ritroviamo anche personaggi cari alla produzione di Lucarelli come, ad esempio, l’ispettrice Grazia Negro: la famosa “ragazza con la pistola” che appare in un’insolita forma, ma con il suo usuale modo di fare vigoroso e sanguigno. C’è anche il racconto “storico” con protagonista la follia di un maggiore in piena guerra coloniale e la storia di un commissario di bordo alle prese con un omicidio su una nave che collega Taranto a Buenos Aires nel 1939.
Lo stile è quello solito e impeccabile di uno degli indiscussi maestri della letteratura di genere. La diversità dei racconti, con le loro voci narranti, le loro situazioni e i loro punti di vista, conferma quello che è già più che noto: ovvero la grande capacità di Lucarelli di raccontare storie entrando nei suoi personaggi e tirandone fuori una spiccata umanità, anche quando si tratta di spietati assassini o individui mentalmente disturbati. C’è una conoscenza profonda del dolore e di sentimenti come rancore, rivalsa e frustrazione; ogni storia contiene un messaggio particolare senza, tuttavia, avere alcuna pretesa di elargire saggezza o lezioni di morale. A rendere bene questa idea c’è il solito e solido linguaggio, semplice ma mai banale, di Carlo Lucarelli: quel suo modo di utilizzare le parole in tono affabile e al tempo stesso inquietante, e quella smisurata capacità di incollare il lettore alle pagine. Sembra quasi di immaginare che la storia venga narrata dalla sua stessa voce: una voce familiare, ma che sa essere camaleontica, modulandosi di volta in volta in base alle diverse sfumature di nero di cui vuole trattare.
Nei luoghi più oscuri rappresenta una delle tantissime motivazioni per leggere e valorizzare la forma letteraria del racconto, spesso poco compresa e poco attenzionata, ma che incarna veramente l’essenza più reale delle storie raccontate. Questa antologia è consigliata, ovviamente, non solo ai fedelissimi di Lucarelli, ma a tutti coloro che vogliono emozioni forti, storie avvincenti e contesti sempre diversi, tutto in un unico meraviglioso libro.


