LA GENESI DEL MALE
“Un’ombra scura sfocata si mosse a pochi metri da lui. Gli aveva tenuto compagnia ed era in attesa che si spegnesse come un fiammifero al primo alito di vento. Lo aveva scrutato ed era evidente che stesse godendo del suo orrore.” All’interno di un orfanotrofio pressoché abbandonato vive il giovane Ioan, uno degli otto bambini rimasti soli alla mercè di Olga, sadica tutrice. Decenni dopo a Torino viene trovato il cadavere di un senzatetto, con la pelle del volto divelta e appoggiata come una maschera macabra su una gamba. Al collo, un pupazzetto di pecora appeso con un filo di lana rossa. È la firma del pastore, un pluriomicida sulle cui tracce è da tempo, oltre alla polizia, anche il cronista investigativo Leonardo Landi, voluto dall’ispettrice Laura Pacini. Landi non è solo dotato di uno straordinario intuito, ma ha un dono speciale: la capacità di cogliere frammenti di eventi che devono ancora accadere, attraverso immagini che sin da piccolo raffigura in disegni appena abbozzati. L’ultimo di questi è l’uomo puzzle. Nel corso della complessa indagine, Landi non mancherà di dare un significato alla figura enigmatica che la sua mente ha generato, aprendo un varco su una verità agghiacciante del suo passato, fino alle radici stesse del male.
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cproietti
Penna Leggendaria
Claudia Proietti
Claudia Proietti nasce a Roma nel 1985. Appassionata lettrice di gialli, noir e thriller, è laureata in Lingue Straniere. Pubblica molto giovane L’Alba della notte, un dark romance dalle tinte gotiche. Per anni accantona la scrittura creativa, ma collabora con diverse riviste online. Nel 2021 pubblica Imprese (im)Possibili di Animali Straordinari, raccolta di fiabe illustrate, nel 2022 il romanzo fantasy 2042 (PAV Edizioni) e il romance Parlami di me (Kdp). Nel 2023 esordisce nel noir con La coscienza del male che ottiene la menzione della giuria al Premio Nabokov 2024 sezione crime, il secondo posto al Garfagnana in Giallo 2024 (sezione “giallo classico”) e la menzione speciale al Festival Giallo Garda 2024. Molti suoi racconti sono presenti in antologie. Tra i riconoscimenti più importanti ci sono il premio al miglior racconto inedito al Garfagnana in Giallo 2023, la menzione giuria al Premio Moby Dick 2023 e il terzo posto al Mystfest Gran Giallo di Cattolica 2024. Cura la collana GiallOscuro (giallo e noir) di PAV Edizioni. Ha co-condotto la rubrica L’altro occhio nel programma Tra il dire e il male (CusanoTV). A novembre 2024 uscirà il suo secondo noir. È sposata e ha due bambine. Si occupa di ragazzi con DSA e ADHD. Ama il disegno, la pittura e la psicologia criminale.

Questo libro travolge e sconvolge. E lo fa con fascino e consapevolezza.

Sì, consapevolezza, perché LA GENESI DEL MALE è un romanzo che appare “vivente”, umano nella sua capacità di catturare e disporre della mente del lettore a suo piacimento, in modo disturbante e intrigante. A ciò contribuiscono anche i cambi di piani temporali, di luoghi di punti di vista, che lo rendono più attivo che mai.

Le parti ambientate nell’orfanotrofio sono disturbanti, penetrando nei recessi più nascosti dell’anima, turbandoli profondamente e, soprattutto portando a immedesimarsi nel terrore degli innocenti lasciati in mano al Male più cupo e torbido. Eppure, e qui sta la bravura della penna, invogliano a saperne di più, ad andare a fondo, a scavare nella storia e, addirittura, in noi stessi.

La storia e la figura di Leonardo Landi, criptico e ombroso giornalista investigativo, instilla nel lettore da subito molto interrogativi. Si cerca “altro” di lui e in lui, si immagina anche ciò che non è, ci si immedesima e, al tempo stesso, si prendono le distanze; perché ognuno di noi cela un’oscurità più o meno profonda. Ci si trova ad indagare insieme a lui non solo sulla scia di morti atroci per mano di un killer sadico, ma anche sull’uccisione dei suoi genitori, avvenuta molto tempo prima.

La sua personalità emerge in un entourage di figure femminili, tutte preparate e intriganti, ognuna di esse ha, o arriva ad avere, un rapporto particolare con lui e ne influenza, in qualche modo, le azioni.

Le ambientazioni sono varie e molto caratteristiche; le vicende si snodano tra Firenze, Torino e Cardiff, tra il freddo pungente, la pioggia battente e la nebbia che confonde gli occhi e la ragione. Le azioni sono rapide e la trama è molto intricata, ma, in questa storia, non si perde mai il filo, anzi, i fili; perché le storie si intrecciano, si annodano e si confondono, per poi districarsi e raccontarsi con precisione. Il “puzzle”, evocato nel testo, è lo stesso che Landi e il lettore ricompongono, frastornati entrambi da colpi di scena sconcertanti e, a volte, scioccanti.

Durante la lettura si “affacciano” delle intuizioni, sagome vaghe che illudono il lettore di aver capito tutto, di aver colto l’essenza di questa storia che, invece, dirotta altrove e fa sentire spiazzati e frastornati. Non è facile provocare questo effetto, soprattutto agli adepti dei noir psicologici, ma Iris Bonetti ci riesce perfettamente, senza forzature né improvvisazioni.

Le descrizioni sono giuste e mai superflue, i tempi scanditi perfettamente, lo stile è pulito e fluido. Le pagine sono colpi di fioretto assestati con l’astuzia del professionista.

Tutto queste caratteristiche rendono LA GENESI DEL MALE una lettura, non solo consigliatissima, ma quasi “doverosa” peer gli amanti del genere. In attesa che l’Autrice ci racconti di Landi e delle sue ombre, che sono, a fine lettura, anche un po’ le nostre.

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