Michel Bussi di nuovo perfetto nell’attrarre l’attenzione del lettore con una storia che ha decisamente dell’incredibile. Tanti i protagonisti messi in campo da Bussi, dal tenente della gendarmeria nazionale; al direttore dell’unità gendarmeria di identificazione delle vittime di catastrofi; al magrebino disabile ad una gamba che “lavora” con i “pazzi”, il capro espiatorio/esca di cui c’è bisogno ed alla ragazza precipitata nel vuoto con il cranio sfondato, le membra disarticolate, il vestito lacerato, la biancheria intima strappata via; ad una sciarpa, la sciarpa, che sarà al centro di questo noir e che darà il nome, a quanto accade: “ il caso dell’assassino dalla sciarpa rossa “. Gli ingredienti del noir, a sfondo psicologico ci sono tutti a partire come ad esempio i misteri che si infittiscono rispetto alla ragazza precipitata, ai riferimenti letterari come quello a Maurice Leblanc ed il suo “ Il patibolo “ oppure ai richiami cinematografici come “ La donna che visse due volte “: una donna violentata, strangolata, buttata giù dalla scogliera. Ipotesi da prendere in considerazione una rispetto all’altra, oppure collegate tra loro ?. Un’indagine portata avanti da ben 3 investigatori che tengono presente un metodo di lavoro determinante per chi porta avanti indagini: valutare tutte le opzioni, prima di arrivare a formulare una valida ipotesi, un giudice, un comandante, una psicologa, in un paese , Yport, dove non succede mai niente. Un avvenimento che richiama un episodio del tutto simile, con le stesse modalità, avvenuto 10 anni prima, un puzzle nel quale incastrare con esattezza ogni elemento, una storia che non ha niente di razionale. Un noir che ti cattura pagina dopo pagina ed arrivi alla fine ti rendi conto che Bussi ti ha fatto credere in qualcosa che si rivela diverso da quanto hai letto fino a quel punto, il lettore è preso letteralmente per mano e si pone domande che sono indotte dall’autore. In conclusione, c’è un teorema che regge il tutto: “ Il teorema del prigioniero” nel quale due complici non possono tradirsi, o non tradirsi; e per capire cosa significa nel concreto, non resta che leggere questo integrante noir.

Noir
Come mi aveva preannunciato Bruno Morchio nell’intervista a margine del festival “È stato il maggiordomo” di Verbania lo scorso anno, ritroviamo Mariolino Migliaccio in una

