Le ventisette sveglie di Atena Ferraris
“Mi chiamo Atena Ferraris e mi sa che non sono come gli altri, inutile girarci intorno. Mia madre mi ha sempre detto che siamo tutti diversi, e quindi è come se fossimo tutti uguali. Non ne sono convinta, ma mi fido di lei. Ho trent’anni, vesto fuori moda e odio le sorprese. E ho ben ventisette sveglie ogni giorno per ricordarmi di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare. Soprattutto faccio troppe domande, dicono. Perché per me è essenziale che ogni cosa abbia una spiegazione. Per questo dirigo una rivista online di enigmistica dove ogni gioco, rebus o anagramma ha una soluzione univoca. Mi fa sentire al sicuro. So che siamo in pochi a ragionare così. Ora, però, è successo qualcosa che ha scombinato le carte. Tutta colpa del mio fratello gemello. Febo è uno scrittore in crisi e, per ritrovare l’ispirazione, si caccia nei guai più assurdi. Al momento, per esempio, si è iscritto a una scuola di magia. Sembrerebbe una cosa innocua, se non fosse che, fra giochi di prestigio e illusioni, è inciampato in un mistero vero, di quelli che scottano. Mi ha supplicata di aiutarlo, dice che ha bisogno della mia capacità di vedere particolari che gli altri non notano. E così eccomi costretta a uscire di casa, a conoscere persone nuove e ad avere conversazioni normali. Ma forse è quello che ci vuole: forse è arrivato il momento di mettersi in discussione e capire se mia madre ha detto la verità sul mio modo di essere. A volte bisogna uscire dal guscio per capire chi si è davvero”. Dopo averci fatto sognare con le avventure di Vani Sarca e Anita Bo, Alice Basso torna dai suoi lettori con una nuova protagonista: diversa, ma che assomiglia un po’ a ognuno di noi. Perché siamo pieni di fragilità, ma anche di una forza che non sappiamo di avere. E Atena è qui per dimostrarcelo.
In te non c’è niente da cambiare, Atena. C’è solo un mondo da scoprire.
mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Nuovo appuntamento con la lettura, voglia di condividere con chi legge le mie impressioni di lettura. Le ventisette sveglie di Atena Ferraris” di Alice Basso, Garzanti ed. è uscito a gennaio e non potevo farmelo scappare. Alice Basso è una persona che mi piace, i suoi libri sono divertenti, ben scritti e il fatto che le avventure delle sue protagoniste siano limitate a 5 è un fattore che più passa il tempo e più apprezzo. Mandata in pensione Anita Bo, come aveva fatto anche con Vani Sarca, ci presenta con questo romanzo una nuova protagonista, Atena Ferraris, appunto. Apprezzo molto anche il fatto che siano giovani donne capaci e fragili allo stesso tempo.

Già il titolo mi ha stuzzicato, ho pensato subito, perché ventisette sveglie? Certamente non sarà un’orologiaia questa Atena, perché chi conosce Alice Basso sa che non si deve fermare alle apparenze. E infatti… Atena è una giovane donna consapevole della propria diversità, passa molto tempo a prepararsi ad ogni evenienza, ha un gemello, Febo, con il quale il legame è molto forte. Lo conosciamo in un momento di difficoltà, autore di gialli di buon successo di vendite, sta vivendo un blocco dello scrittore e per svagarsi si butta in attività varie, non tutte tranquille, che causano alla sorella parecchia apprensione. Una delle ventisette sveglie del titolo ricorda a Atena di chiamare o richiamare il fratello p.es.

Atena è conscia di essere diversa dagli altri, la madre l’aveva preparata al mondo e alle difficoltà che avrebbe inevitabilmente incontrato per essere com’è. Purtroppo la madre non c’è più e il padre, che vuole molto bene ai suoi figli è una sorta di hippie che non è certo un punto fermo, una roccia cui aggrapparsi nel momento del bisogno. Molto belli i dialoghi tra madre e figlia che intervallano il racconto delle vicende in cui Atena viene coinvolta e che aiutano a capire molte cose.

Atena è creatrice, autrice ed editrice di una rivista settimanale online, perché il mondo del lavoro tradizionale per lei è molto difficoltoso. Il racconto della sua esperienza come libraia è imperdibile.

Ovviamente in questo libro troverete anche un’ indagine, che però fa quasi da contorno alle vicende umane di Atena e dei suoi coprotagonisti perché nel cosy crime funziona così e Basso è maestra in questo tipo di racconti. Non manca l’ironia e immaginarsi alcune scene strappa più di un sorriso.

Nel corso dell’indagine Atena verrà trascinata in situazioni inaspettate dovrà prendere decisioni che minano il suo equilibrio e senza l’aiuto della madre faticherà a capire e scegliere, eppure in qualche modo si lascerà andare e si farà coinvolgere.

Non amo molto pre e postfazioni ma per questo libro la lettura della postfazione mi sembra imprescindibile, oltre che a sapere come sia nata l’idea del libro, Basso racconta del lavoro di ricerca e studio per scriverlo. È una caratteristica della scrittrice, finora è stato così per ogni serie, in questa però, sarà anche per l’argomento, mi sembra che sia stata ancora più accurata e attenta.

Lettura consigliata.

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