Eccoci alla seconda avventura di Atena Ferraris, la protagonista creata da Alice Basso per Garzanti. L’ho già detto altre volte: Basso mi piace, la leggo sempre volentieri. E una delle cose che apprezzo di più è che le sue serie sono “corte”: come ha dichiarato la scrittrice… anche Atena, per una sua “perversione numerico-organizzativa”, dovrebbe seguire lo schema di 5 libri a protagonista, anche perché le scalette per i prossimi libri sono già pronte (cit.)
Nel primo libro abbiamo conosciuto Atena, una giovane neurodivergente che cerca di attrezzarsi per affrontare un mondo che, se non le è ostile, di certo non è accogliente. Gestisce una rivista online di enigmistica, di successo, e questo le permette di lavorare a casa, da sola, evitando ambienti che la mettono a disagio.
Dopo il successo investigativo del primo libro, anche in questa nuova avventura c’è un caso da risolvere. Atena, insieme alla sua “squadra” – il fratello gemello Febo, l’amica psicologa Gemma e Jacopo, il ragazzo che le piace (ma con un sacco di “ma” in una possibile relazione)
Tutto parte dalla necessità di Atena di farsi certificare la propria neurodivergenza: per lei, definire le cose significa mettere ordine. Cerca così di convincere Gemma a occuparsi professionalmente di lei, tra le forti perplessità di Febo, che non ne vede la necessità. Ed è proprio nella sala d’attesa di Gemma che incontra Elisa, una donna che ha un malore. Atena riconosce subito un attacco di epilessia e, insieme a Gemma, la soccorre. Viene così a sapere che Elisa è in lizza per una promozione importante nella sua azienda, ma ha trovato un biglietto minatorio nella borsa: se non si farà da parte, la sua malattia verrà svelata a tutti, con conseguenze facili da immaginare.
Atena percepisce l’ingiustizia e, insieme ai suoi amici, decide di aiutarla. Come? Propongono all’azienda di Elisa un corso di team building, riuscendo così a entrare e a osservare da vicino i colleghi sospettati. Ognuno mette a disposizione le proprie capacità: analizzano le scritture dei partecipanti per confrontarle con quella del biglietto minatorio, scartano indiziati uno dopo l’altro, e nel frattempo emergono segreti e dinamiche nascoste. Il corso finisce senza prove certe, ma sarà un’intuizione di Atena a portare alla soluzione del caso.
Nel libro troviamo una serie di capitoli, scritti in corsivo, che ci raccontano della vita di Atena e Febo che permettono di conoscere meglio i personaggi e la loro vita e comprendere le dinamiche fra di loro.
Come sempre nei libri di Alice Basso, il giallo è un pretesto per parlare d’altro: di come ci si rapporta con gli altri, di come veniamo percepiti, e di come tutti siamo pronti a giudicare comportamenti diversi da quelli che consideriamo “normali”. L’autrice ha poi inserito nel racconto una serie di Easter egg (si tratta di contenuti nascosti divertenti e bizzarri n.d.r.) e dalle sue pagine social ha invitato lettrici e lettori a trovarli. Mi sono divertita a risolvere gli enigmi che sono sparsi nel libro e comunque, in caso di difficoltà, le soluzioni sono riportate in fondo al libro.
Libro consigliato, come tutti quelli di Alice Basso. E come per il primo, vi invito a non saltare la postfazione.
Libro letto iin prestito dalla biblioteca civica Tartarotti di Rovereto (edizione cartacea)

