Amara Lakhous con “ La fertilità dl male “ scrive un noir incentrato su cosa significa la fame di potere nell’essere umano anche quando, attraverso un processo di liberazione nazionale, questa fame dovrebbe essere debellata, dovrebbe esserci “ l’uomo nuovo “, ed invece …. L’Algeria e la lotta di liberazione portata avanti dal FLN ( Fronte di Liberazione Nazionale ); la deriva del processo rivoluzionario e l’approdo delle istanze rivoluzionarie al FIS ( fronte islamico di salvezza ). Questo il contesto in cui si svolge il noir. Il ritrovamento del cadavere di Miloud Sabri, ieri partigiano della guerra partigiana in un gruppo di fuoco, composto oltre che da Miloud anche da Zahra, Idris e Abbas legati da profonda amicizia, e faccendiere amante delle donne e del gioco d’azzardo oggi. Trovato cadavere con un particolare importante: il naso reciso. Il naso reciso modalità usata dal FLN per punire i traditori. Tenendo in considerazione chi è l’uomo trovato cadavere,” i piani alti” intervengono con pressioni notevoli affinchè il caso abbia una rapida soluzione. C’è un traditore? Chi è il traditore? Chi tradisce chi? Queste e tante altre sono le domande che affollano la mente di chi deve indagare, in questo caso Karim Soltani che non si affida “ al caso “, con la capacità di leggere negli occhi dei sottoposti ad interrogatorio ciò che non dicono. Lakhous pone anche una domanda non di poco conto cioè: cos’è il terrorismo? Come agisce? ma non sono solo domande, il ragionamento verte su questioni del tutto attuali su carnefice e vittima; su aggressore echi si difende; sulla differenza tra combattente e terrorista; su cos’è il popolo. Una indagine che travalica la questione dell’omicidio addentrandosi nella vita dei componenti del gruppo di fuoco, della prima linea e la storia della lotta di liberazione viene ricostruita attraverso di loro e le discussioni sul futuro stato. Ciò che entriamo a conoscere è proprio la cultura algerina tramite i piatti culinari, la descrizione di Orano e rispetto alla guerra di liberazione non possono mancare i riferimenti allo storico film: “ La battaglia di Algeri “ rimasto sempre dentro ogni algerino. Il tutto è riassumibile in una frase “ abbiamo liberato il paese, non abbiamo liberato le persone “. Un sogno collettivo sacrificato sull’altare della corruzione e dell’individualismo.

