LA BADANTE E IL PROFESSORE
In un piccolo paese lo sport preferito è spesso il pettegolezzo. Ecco perché appena inizia a circolare la notizia che il vecchio professor Canepa è stato ucciso in casa propria – arma del delitto: un busto di Leopardi – i sospetti si concentrano in fretta su Natalia, la badante ucraina che da un anno se ne prendeva cura. Natalia è troppo giovane, troppo misteriosa, troppo seducente per non far sciogliere le malelingue. Le sente suo malgrado anche Filippo, dodici anni, qualche problema in italiano e gli ormoni impazziti, che con le ripetizioni del professore cercava di riparare i primi, e in presenza di Natalia sente accendersi i secondi. Filippo non vuole credere che Natalia sia un’assassina, ma l’unico modo per convincerne i compaesani è dimostrarlo. E così inizia a indagare, presto con l’aiuto di un altro detective improvvisato, Serafino Costamagna, un giovane giornalista a caccia del grande scoop. La matassa si ingarbuglia in fretta, però, perché più passano i giorni, più Filippo scopre che intorno a Canepa tutti avevano dei segreti, primo fra tutti proprio il professore, che nascondeva un bel po’ di soldi capaci di far gola a molti… Bruno Morchio, fresco vincitore del premio Scerbanenco, esordisce nel Giallo Mondadori con un mistery che, come nel suo stile, mescola tensione e humour per mostrare gli scheletri nell’armadio della nostra società perbenista.
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Recensione a cura di Edoardo Todaro

“Lasciare la strada vecchia per quella nuova “ un detto che si addice a Bruno Morchio.

Siamo stati  abituati a leggere le indagini portate avanti dall’investigatore dei carrugi, Bacci Pagano, ed ora Morchio ci porta una novità. Ci sono tutti gli ingredienti del buon esordio nelle file del “ GIALLO MONDADORI “.

Il pettegolezzo, caratteristica fondamentale della vita di un piccolo paese; un vecchio professore, alla vecchia maniera senza cellulare, trovato morto, che vuol dire ucciso; la badante/governante di questo, Natalia, principale sospettata essendo l’unica erede, ucraina scappata a causa della guerra.

Ecco quindi, emergere una inedita coppia di investigatori sulle tracce de “ il misterioso omicidio del professore “: un giovane giornalista, Serafino, ed un guaglioncello dodicenne, Filippo, nel pieno della propria tempesta ormonale che si manifesta verso Natalia e che, non solo le studia tutte, ma assume le caratteristiche del buon investigatore ponendosi le classiche mille domande tutte da verificare; un dodicenne fuori dalla normalità.

Una vicenda nella quale sono dominanti i luoghi comuni dell’oggi, come ad esempio che l’omicidio avvenuto, in una valle di morti di sonno, non può che essere il frutto avvelenato di un’immigrazione clandestina, una vicenda tra un belin e l’altro e la messa in discussione della società di oggi che Morchio assolve alla perfezione.

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