Il tempo non ha pietà
E se a Bologna nel 1980 ci fosse stato un movimento rivoluzionario di sinistra formato da immigrati? Inverosimile? Possibile? Franco Foschi parte da questa ipotesi per costruire un giallo ricco di colpi di scena. Il protagonista è Modesto Serra detto Momo, ex poliziotto ora investigatore privato, personaggio non proprio ineccepibile, spesso violento, un po’ egocentrico, con un senso morale tutto suo. Il suo ex superiore gli chiede aiuto per scoprire le ragioni di una possibile faida tra bande che avrebbe origine dalla Bolognina, quartiere dove Momo è cresciuto. Contemporaneamente viene incaricato di trovare la figlia tossica di un noto criminale senegalese, Sem Fall detto l’Albero. Sullo sfondo, la Bologna del 1980, ancora sotto shock per gli eventi sconvolgenti avvenuti nelle strade cittadine nel ’77.
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Questo libro, Il tempo non ha pietà scritto da Franco Foschi, mi è stato regalato. Questa puntualizzazione la faccio perchè spesso si dice che non siamo noi a scegliere i libri che vogliamo leggere ma sono loro che si fanno trovare sulla nostra strada e fanno in modo (loro stessi) di essere letti. Questa mia esperienza rafforza questa credenza. Un romanzo che per mia volontà forse non avrei mai letto. Chi me lo ha regalato invece mi ha fatto un grande “favore”, perchè mi ha permesso di scoprire un autore che non conoscevo e che, grazie a questo libro, ho ora, per lui, un’alta considerazione. Foschi ha scritto un romanzo originale che non annoia mai. Un ritmo forsennato con situazioni che si susseguono con grande rapidità. Senza sosta. Personaggi sopra le righe ma credibili che rendono il romanzo ancora più accattivante. Un libro non banale, che racconta una storia possibile ai giorni nostri ma inconcepibile nel 1980. Ma proprio qua sta la grande capacità dell’autore: aver raccontato una storia di ribellione, di sovversione da parte di uomini di colore impensabile in quegli anni in cui di uomini di colore non ce n’erano proprio o se c’erano erano pochissimi e non certo bellicosi e pronti alla rivoluzione. Una vicenda che ha per protagonista un investigatore privato che si fa chiamare momo. Vive una vita serena se non fosse per qualche eccesso d’ira e per qualche sua frequentazione poco raccomandabile. Prima era un poliziotto e proprio un suo ex collega si rivolge a lui preoccupato per alcune voci di rivolta che si succedono con sempre maggior frequenza e che dovrebbe partire da un quartiere che momo conosce bene. Gli viene chiesto di capire cosa c’è di vero e chi sarebbero gli elementi più esagitati da tenere d’occhio. Da quel momento per lui sarà un susseguirsi continuo di situazioni anche bizzarre che coinvolgono il lettore e ne catturano l’attenzione senza dargli tregua. Un finale pirotecnico in linea col resto del romanzo. Un libro che a me è piaciuto molto e che consiglio con entusiasmo.

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