Genere:
La persona sbagliata
Il commissario Crema è alle prese con l’omicidio di Antonio Donatiello avvenuto, in una fredda sera invernale, all’interno del parco della Pellerina, a Torino. L’assassino deve aver agito d’impulso perché ha utilizzato una pietra come arma per commettere il delitto, prima di sparire nel nulla. Il quadro investigativo diventa però più complesso quando il poliziotto, coadiuvato dalla sua squadra, scopre che la vittima era un ricattatore seriale che aveva, probabilmente, commesso l’errore di prendere di mira la persona sbagliata. Come già accaduto in passato Crema si trova costretto a condividere, suo malgrado, le indagini con il critico cinematografico Mario Bernardini e la dottoressa Bonamico, il magistrato verso cui prova una mai domata attrazione fisica e che pare aver fatto domanda di trasferimento presso un’altra sede. Riuscirà il commissario a risolvere quell’intricato caso e a liberarsi, finalmente, di quella seducente tentazione? Ai lettori l’ardua sentenza…
Un nuovo caso per Crema e Bernardini

Recensione a cura di Rino Casazza

Il Commissario Sergio Crema, personaggio tra i più popolari della narrativa poliziesca nostrana, ha una vita movimentata, sia sul piano personale che professionale, ma la conduce con piglio grazie alla sua grande energia.

Nella vivacissima Torino (poi uno pensa sia un esempio di “provincia addormentata!) oltre a occuparsi di casi criminali complessi, che affronta per innato bisogno di giustizia, si trova a fare i conti con l’infatuazione erotica più delicata che possa capitare a un alto esponente della polizia giudiziaria, per di più sposato con giovane prole: quella per il magistrato inquirente della locale Procura della Repubblica, la procace e affascinante dr.ssa Giulia Buonamico.

Giusto per non farsi mancare niente, Crema si avvale anche di un collaboratore irregolare, estraneo alla polizia, non una novità per gli investigatori letterari (e probabilmente anche per quelli reali…), solo che il consulente estemporaneo di Crema, oltre ad essere, atipicamente, un critico cinematografico, si muove su una carrozzella a causa della paralisi alle gambe riportata proprio durante una pericolosa inchiesta in cui ha affiancato l’amico poliziotto. Mario Bernardini, così si chiama l’alter ego investigativo non autorizzato di Crema, vista l’esperienza dovrebbe tenersi lontano dalle inchieste criminali, invece non ci pensa nemmeno.

Crema, ottima forchetta in onore al proprio cognome, con un debole per la pasta alla carbonara (condiviso col suo creatore…), ha modi diretti e spicci, che spesso lo portano ad usare un atteggiamento e un linguaggio non proprio politically correct.

È circondato da una squadra di collaboratori che gli sono affezionati, oltre a stimarlo come investigatore, nonostante abbia il vizio di trascinarli in interminabili passeggiate per la città quando c’è bisogno di confrontarsi su un’inchiesta in corso.

Crema è tutto dedito, con competenza e determinazione, al suo lavoro, ma la realtà sociale e politica non gli sfugge affatto, tanto che en passant non disdegna commenti taglienti e anticonformisti che sono vere chicche di saggezza.

Se mi sono dilungato sul ritratto del personaggio prima di addentrarmi nella trama dell’ultima avventura di Sergio Crema, “La persona sbagliata”, romanzo edito come gli altri da Fratelli Frilli, è perché val la pena di leggere le storie che lo riguardano semplicemente perché c’è lui, un personaggio che riesce familiare e simpatico a prescindere dalla professione.

Un poliziotto che ama il proprio ruolo per la convinzione che possa servire a migliorare il mondo, ma è anche un uomo con difetti e contraddizioni non dissimili da quelli di tutti noi.

“La persona sbagliata” ruota intorno all’omicidio di una singolare figura di ricattatore di basso profilo, che si fa pagare dalle sue vittime cifre non iperboliche e a modiche rate, tanto che si stenta a credere, benché sia evidentemente così, sia stato fatto fuori per i suoi ricatti.

A portarlo alla morte deve esser stato l’incontro con un bersaglio che, al contrario dei soliti, con cui riusciva a destreggiarsi abilmente, si è rivelato la classica “persona sbagliata”, quella da cui avrebbe dovuto tenersi lontano mille miglia.

È infatti emerge ben presto un legame insospettabile con la morte per suicidio di un grosso industriale del posto, uno scapolo conosciuto per l’indefessa dedizione verso la propria azienda, stimatissimo e benvoluto.

Perché uno così si sarebbe dovuto uccidere?

E soprattutto, che cosa può avere a che fare con la fine di un estorsore di piccolo canottaggio, e persino a fin di bene, visto che si scopre destinare alle cure di uno stretto parente gli illeciti proventi?

Col solito acume, e la solita caparbia “full immersion” nel caso, Crema avrà modo di portare alla luce tutti i retroscena, molto più torbidi e inquietanti di quanto appare, ricostruendo una verità che finirà per turbarlo profondamente.

Il tutto mentre, poiché piove sempre sul bagnato, la bella procuratrice della Repubblica, che mette in crisi il suo amore per la moglie, sembrerebbe destinata ad uscire dalla sua vita per trasferirsi in altra sede…

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