Edizione aggiornata quella uscita il 22 novembre 2023, poco più di un mese prima (11 ottobre) la Corte d’Appello di Reggio Calabria aveva assolto Mimmo Lucano dalle accuse più gravi, comminandogli un anno e sei mesi, con pena sospesa, per falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. In I grado il Tribunale di Locri lo aveva condannato a 13 anni e 2 mesi di carcere per associazione per delinquere, truffa, peculato, falso e abuso d’ufficio, condanna completamente stravolta dal secondo giudizio.
Troviamo, in questa edizione, anche il testo dell’intervento dal titolo “Diritti umani, diritto disumano”di Luigi Ferrajoli ad un convegno di magistrati a Reggio Calabria all’indomani della condanna in I grado di Mimmo Lucano, che ho trovato molto interessante.
Passiamo al libro, scritto in prima persona, racconta la vicenda umana e politica di Mimmo Lucano, di come siano maturate in lui le idee che ha cercato di mettere in pratica, facendo diventare Riace un modello per l’accoglienza e al tempo stesso un modo per rivitalizzare il paese che aveva perso abitanti ed era destinato a spopolarsi.
È uno spaccato di vita, il racconto di come, senza prospettive per il futuro, molti abitanti siano stati costretti ad andare altrove, di come, a partire dagli anni sessanta del secolo scorso, in quelli rimasti, si sia formata una coscienza di classe, non operaia, perché quelli erano emigrati, ma nei giovani, che capivano di far parte di una società divisa. Lucano a sua volta emigrato, decide di tornare a casa per provare a cambiare le cose. C’è il racconto di come, con piccole azioni, partendo da un gruppo di curdi, si sia pensato, provato e realizzato un modello di accoglienza e apertura agli altri fondato sul rispetto e la consapevolezza che l’accoglienza è connaturata all’essere umano.
Non nasconde i propri errori Mimmo Lucano, ma orgogliosamente rivendica il buono che è stato creato e le idee alla base del suo operato. Mi sono piaciute molto le pagine nelle quali racconta gli incontri con persone che lo hanno motivato, che lo hanno arricchito, fra le quali il vescovo Giancarlo Maria Bregantini, Tonino Perna, Cosimo Pazzano per citarne alcuni.
Per me è stato inevitabile fare i conti con l’idea stessa di chi sono, mi sono chiesta se il mio Paese sia come lo voglio e cosa sia diventato. Mi sono chiesta se sono restata umana.
Una lettura bella e dolorosa che consiglio a chi abbia voglia di leggere la storia di un (altro) mondo e modo possibile.
