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Alla ricerca del Libro Perduto

Il Paradiso degli orchi – Daniel Pennac
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Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Per questo appuntamento con la rubrica Alla ricerca del libro perduto allargo gli orizzonti ed esco dall’Italia, proponendo “Il paradiso degli orchi” (Au bonheur des ogres) di Daniel Pennac uscito in Francia per Gallimard nel 1985 e pubblicato in Italia per la prima volta nel gennaio del 1991 da Feltrinelli, tradotto da Yasmina Melaouah e arrivato alla 54°edizione. È il primo libro di una fortunata serie che ha come protagonista Benjamin Malaussène, che di lavoro fa il “capro espiatorio”. Facciamo conoscenza con una famiglia sgangherata ma proprio per questo interessante, irreale ma allo stesso tempo vera e immaginabile. Daniel Pennac fa uso dell’umorismo come un’arma e si legge nel libro: ”l’umorismo, irriducibile espressione dell’etica”.  Benjamin è il “capofamiglia”, suo malgrado, è il fratello maggiore di una schiera di sorelle e fratellli che la madre scodella e lascia a casa correndo dietro al nuovo amore di turno. La famiglia Malaussène abita a Parigi nel quartiere di Belleville, quartiere multietnico molto vivace, in un edificio al cui piano terra vi era una ferramenta, mentre Benjamin ha la sua stanza al quinto piano e comunica con i fratelli con un interfono. Della famiglia fa parte anche Julius un cane grosso e sporco fedelissimo al suo padrone. Dal libro è stato tratto un film uscito in Francia nel 2013 diretto da Nicolas Bary, con Raphël Personnaz nei panni di Benjamin e Emir Kusturica che impersona Stojil, il guardiano notturno del grande magazzino.

Il Paradiso degli orchi – Daniel Pennac

Trama

“Un eroe, Malaussène, che come lavoro fa il “capro espiatorio”. Una famiglia disneyana, senza mamme e babbi, con fratellini geniali, sorelle sensitive, una “zia” maschio protettrice di vecchietti, ladri e travestiti brasiliani, una “zia” femmina super-sexy, ritratto irresistibile del giornalismo alla “Actuel”, una misteriosa guardia notturna serba, un cane epilettico. Questa esilarante banda di personaggi indaga su una serie di oscuri attentati, sull’orrore nascosto nel Tempio del benessere, un Grande Magazzino dove scoppiano bombe tra i giocattoli e un Babbo Natale assassino aspetta la prossima vittima. Un’altalena tra divertimento e suspence, tra una Parigi da Misteri di Sue e una Parigi post-moderna dove proliferano i piccoli e grandi “orchi” che qualcuno crede estinti. Degli orchi si può ridere o si può tremare. Uno scrittore d’invenzione, un talento fuori delle scuole come Pennac, non ha certo paura di affrontarli con l’arma che lui stesso così definisce nel libro: ‘l’umorismo, irriducibile espressione dell’etica’.” (Stefano Benni)

Recensione a cura di Manuela Baldi

Dichiaro subito la mia colpevolezza, adoro la scrittura di Pennac, le frasi corte, una narrazione scorrevole, leggerezza, ironia, tutto questo in poche righe. Come si fa a non amare la famiglia Malaussène, che ci viene presentata in questo in questo libro, il primo della serie. Nella mia lunga carriera di lettrice è una delle serie che ho apprezzato di più. Non fatevi fuorviare dal mio entusiasmo, in questo libro e nei seguenti troverete anche critica sociale, temi come l’immigrazione, l’omosessualità, sempre trattati con grande ironia. È un racconto  noir, ci sono bombe che esplodono, indagini, un presunto colpevole, chi più del nostro Benjamin, capro espiatorio di professione, presente ad ogni esplosione? C’è il racconto sociale, una famiglia fuori dal comune, l’amore, l’amicizia, la sopraffazione, in poche parole c’è la vita in questo libro. La narrazione è in prima persona e credo non potesse essere altrimenti, i personaggi tanti ma funzionali alla storia. Se vi farete prendere dalla trama, arriverete alla fine senza accorgervene e non potrete che continuare con gli altri libri della serie.

Consigliato a chi non conosce la famiglia Malaussène, a chi ha voglia di leggere un libro pubblicato quasi quarant’anni fa e ancora attualissimo negli argomenti che propone.

Dettagli

  • Genere: Narrativa
  • Copertina flessibile: 208 pagine
  • Editore: Feltrinelli ‎ (1° ed. gennaio 1991) 54° edizione (27 dicembre 2012)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10:  ‎ 8807880911
  • ISBN-13: 978-8807880919
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