Per la rubrica...

Alla ricerca del Libro Perduto

“Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg
Luoghi, fatti e persone sono, in questo libro, reali. Non ho inventato niente…
mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Proseguo nel proporre libri che ho letto da adolescente e che hanno fortemente orientato le mie letture successive. “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg, Einaudi, è il libro per la rubrica di questo mese.

Rileggere i libri che propongo in questa rubrica mi permette di pensare a me adolescente e ricordare l’impatto che ebbero su di me. Ancora oggi la capacità di Ginzburg di trasmettere la complessità delle relazioni umane e la sincerità nel ritrarre le dinamiche familiari sono le caratteristiche di questo libro che più mi colpiscono. Il libro offre una riflessione intima sull’amore, la tragedia, la politica e l’identità familiare.

Natalia Ginzburg (1916-1991) con questo libro nel 1963 vinse il Premio Strega. Al momento della pubblicazione era già una figura riconosciuta nel panorama letterario italiano, aveva pubblicato diversi romanzi e raccolte di saggi che avevano ricevuto l’attenzione della critica e del pubblico. Il titolo “Lessico famigliare” suggerisce l’idea di un vocabolario personale, un insieme di parole e concetti che definiscono l’esperienza familiare di Ginzburg. Il libro ha uno stile narrativo semplice ma efficace, descrive l’atmosfera e i dettagli della vita quotidiana della famiglia Ginzburg durante un periodo di significativi cambiamenti storici e politici in Italia.

“Lessico famigliare” è comunemente classificato come un romanzo autobiografico o una memoria, anche se il libro combina elementi di narrativa, biografia e riflessione personale. Nel libro, Ginzburg utilizza la propria esperienza familiare come punto di partenza per esplorare temi più ampi, come l’amore, la politica, la guerra e l’identità. La sua narrazione è ricca di dettagli intimi e osservazioni acute sulla vita quotidiana, che offrono a lettrici e lettori una visione profonda e autentica delle relazioni umane. “Lessico famigliare” può essere considerato anche un esempio di letteratura di memoria, poiché Natalia Ginzburg ricorda e riflette sulle esperienze della sua famiglia. Il libro va oltre una semplice cronaca degli eventi, perché Ginzburg trasforma le memorie personali in una narrazione ricca e complessa che ha un impatto emotivo e intellettuale duraturo. La sua natura ibrida e la sua profondità lo rendono un’opera letteraria che va oltre le etichette di genere convenzionali.

Trama

“Lessico famigliare” è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e più duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. Scrive la Ginzburg: “Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all’estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c’incontriamo, possiamo essere, l’uno con l’altro, indifferenti, o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase, una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire ‘Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna’ o ‘De cosa spussa l’acido cloridrico’, per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole”.

Dettagli

  • Genere: narrativa
  • Copertina flessibile: 246 pagine
  • Editore: Einaudi, 13 gennaio 2014 super ET (14^ edizione)
  • Lingua: Italiano
  • ISBN – 10: 8806219294
  • ISBN-13: 978- 8806219291

Dalla stessa rubrica...
felix77
Denti

Recensione a cura di Dario Brunetti Denti è un romanzo di Domenico Starnone uscito per Feltrinelli editore nel 1994. Un piccolo e maneggevole volume per

Leggi Tutto »

Lascia un commento

Aggiungi qui il testo dell’intestazione