Per la rubrica...

Detective's Drink

#12. Squadra tè
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mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Proseguiamo per la squadra tè con una preparazione particolare che pur partendo dalla stessa materia prima, il tè appunto, regala una bevanda che agli occidentali può sembrare quantomeno bizzarra.  Nella prima puntata dedicata al tè (settima puntata, luglio 2022) ho raccontato dei Paesi produttori, dei due metodi di preparazione, orientale e occidentale. Il tè, come lo racconto oggi, è diverso, forse anche a causa del nomadismo del popolo che lo prepara e certamente la bevanda finale è funzionale al clima del Paese.

IDENTIKIT DELLA BEVANDA:

Il süütei tsai, letteralmente tè con latte, è la tipica bevanda mongola. La preparazione può variare da famiglia a famiglia, quella che viene spesso proposta dai siti è la seguente: un quarto di acqua un quarto di latte, un cucchiaio di tè verde e un cucchiaino di sale. Al posto del tè verde viene usato anche quello nero, in alcune preparazioni può essere aggiunto il burro, o del grasso e a volte anche il miglio fritto.

#12. Squadra tè

Il PERSONAGGIO

Yeruldelgger Khaltar Guichyguinnkhen è uno strano poliziotto, vive in un Paese poco conosciuto, la Mongolia, nella trilogia della quale è protagonista lo conosciamo e impariamo ad apprezzarlo. Ian Manook, lo scrittore al quale dobbiamo questo personaggio si definisce uno scrittore nomade e molto di questo nomadismo si trova nella trilogia. Alle capacità investigative Yeruldelgger somma la forza delle tradizioni ereditate dai guerrieri di Gengis Khan. Scopriamo Ulan Bator, la capitale e paesaggi più selvaggi, modernità e tradizione. Yeruldelgger è un uomo che ha perso tutto e perciò non può perdere più nulla. Può solo riconquistare tutto, senza pietà né perdono.

CURIOSITÀ

La preparazione e l’offerta del del tè, Tsailaga in mongolo, fanno parte dell’accoglienza che si riserva agli ospiti. Il Süutei Tsai è preparato con sale e burro di yak (utilizzando il latte della Dri, la femmina dello yak).

All’interno della yurta, la tenda tipica mongola, si mette a bollire l’acqua in un pentolino non troppo alto, aggiungendo a freddo del tè, che si stacca da un panetto di foglie pressate, poi si aggiunge all’acqua circa la stessa quantità di latte e si porta nuovamente a ebollizione la miscela. Durante l’ebollizione, il liquido viene sollevato più volte con un mestolo e fatto ricadere, da una certa altezza, nella pentola. Questo ripetuto movimento assicura una buona miscelazione della bevanda. Alla fine si sala e si filtra in una brocca, servito poi in ciotole. Oltre che offrirlo agli ospiti, è la bevanda che accompagna i pasti. Viene consumato in grandi quantità perché mantiene la temperatura corporea anche in condizioni climatiche estreme. Di conseguenza, serve come buona fonte di energia per i pastori, grazie al suo alto contenuto di grassi e proteine.

In commercio si trova anche come polvere istantanea, non può dare lo stesso piacere della preparazione tradizionale del tè preparato con latte fresco sulla stufa della yurta, ma è adatto per riscaldarsi durante il viaggio.

VALUTAZIONE PERSONALE

É una combinazione che non conosco, nessuna delle due bevande (tè e latte) incontra il mio favore ma ho imparato, viaggiando, a provare le bevande del luogo, soprattutto quando vengono offerte in segno di benvenuto, magari pentendomi dopo, quindi se mi dovesse capitare, la proverei senza dubbio.

 

Nota: per scrivere questo articolo ho consultato: "Yeruldelgger - Morte nella steppa", "Tempi selvaggi" e "La morte nomade" trilogia che vede protagonista Yeruldelgger, https://www.mongolfood.info/de/rezepte/suutei-tsai.html,https://www.visitmongolia.com/https://www.focus.it/cultura/storia/marco-polo-viaggiatore-in-oriente,
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