Via delle streghe
Quattro donne: Zulmira, la «maga» del quartiere, Serena, appassionata di kung fu e fidanzata con un poliziotto, Magalie, docente universitaria con un passato tormentato, e Iside, brillante informatica confinata su una sedia a rotelle. Quattro normali vicine di casa di un vicolo nel centro di Bologna, che si ritrovano la sera in salotto per torta, tisane e chiacchiere. Solo che quei convegni sono più simili a moderni sabba, in cui progettano quella che chiamano «magia nera». Ovvero omicidi: la vendetta per efferati femminicidi i cui autori l’hanno fatta franca, sgusciando tra le maglie della legge, come è successo all’ex fidanzato assassino della sorella di Serena. Pur con qualche dubbio, le quattro «streghe» si sentono dalla parte della giustizia. Ma la violenza prende sempre la mano e il caso è un ingrediente pericoloso, capace di infilarsi anche in una pozione preparata con cura. Tra un amore tossico che ritorna dal passato e un giovane corteggiatore troppo curioso, un presunto tesoro nascosto e un’incursione azzardata nel deep web, la situazione diventa presto molto pericolosa. Tanto da mettere a rischio un piano, un’amicizia e più di una vita. Per che cosa siamo disposte a uccidere? È la domanda che corre attraverso questa storia nera, avvincente e contemporanea, mentre le quattro formidabili protagoniste, determinate quanto fallibili, si muovono sul ghiaccio sottile che separa il senso della giustizia dalla vertigine dell’arbitrio. Mettendo a nudo l’anima stessa del nostro tempo.
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Non ho avuto molto spesso il piacere di avere sotto gli occhi un romanzo di Marilù Oliva. Ovviamente per una mia mancanza, di cui mi rammarico molto, ma quando questo è accaduto sono sempre rimasto molto soddisfatto di quanto ho letto. Non fa specie La via delle streghe, romanzo che ho apprezzato moltissimo, soprattutto nelle sue protagoniste principali. Le streghette vendicatrici: Iside, Magalie, Serena, Zulmira. Con le quali si empatizza e ci si identifica immediatamente. Ma l’intero romanzo a parer mio è speciale. Ad iniziare dalla trama, quanto mai accattivante, per proseguire con lo sviluppo della storia, coinvolgente e spesso sorprendente, condito con robuste dosi di suspense. Ma quello che ho apprezzato di più è il finale: coraggioso ed emotivamente intenso. Incisivo, plausibile, duro. In definitiva un romanzo da non perdere. Un valore aggiunto, da evidenziare assolutamente, sta nel fatto che i romanzi di Marilù Oliva oltre che squisitamente ludici sono anche istruttivi. Col progredire del racconto infatti vengono inserite delle nozioni di storia di vario genere che   arricchiscono il bagaglio culturale di chi legge avendo il pregio di non stonare mai col contesto in cui vengono inserite. Si leggono con piacere perché risultano parte integrante della storia stessa e non si avvertono mai come forzature. Un altro aspetto che mi ha colpito è la capacità dell’autrice di dare connotazioni precise, sia fisiche che psicologiche, ad ogni personaggio. In modo particolare per ognuna delle quattro donne protagoniste, per le quali viene raccontato il loro vissuto problematico, fatto di rifiuti, di violenze, di soprusi. Ed un riscatto successivo più o meno riuscito. Un passato che ha condotto loro ad intraprendere l’attività della, come la chiamano loro, “magia nera”. Vendicare cioè le donne vittime di femminicidio con la stessa moneta con la quale uomini violenti e senza dignità le hanno sopraffatte. Gli elementi da eliminare vengono decisi in riunioni notturne nelle quali si fanno chiacchiere e si gustano prelibatezze. Un’attività rischiosa e moralmente probante, per quanto ritenuta da loro necessaria, per ristabilire una giustizia che gli uomini di legge sono stati incapaci di dare. Operazioni che nessuno biasima veramente ma che devono necessariamente trovare una fine perché espone quattro comunissime donne all’alto rischio di essere individuate. L’epilogo però è sorprendente e imprevedibile. Complimenti vivissimi a Marilù Oliva. Nel suo romanzo avevo grandi aspettative ma nessun timore che non venissero mantenute. E così è stato.

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