UNA VOCE DAL PROFONDO
L’autore sente una voce rauca che lo chiama dal fondo di un vulcano spento. Quel suono, simile a un lamento, gli ricorda che c’è una crepa che squarcia l’Italia dalla Sicilia al Friuli: quella dei terremoti. Rumiz decide di seguirla, di entrare “con la lampada di Aladino” nel mondo del Minotauro. Un viaggio, il suo, nelle fondamenta del Paese, in un inferno di linee di faglia, crateri, fiumi sotterranei, miniere, catacombe e fondali marini; in un mondo senza stelle che accende le vibrazioni più intime degli italiani, una Terra Incognita che ci porta dritto negli inferi dell’Umano e apre vertiginosi itinerari in noi stessi. Ne nasce una storia segnata “da incursioni piratesche, litanie, scongiuri, frane, abbandoni e malaffare; un’epopea di naufragi, invasioni, inaudite capacità di rinascita e paure da fine del mondo”. Uno sterminato affresco, dove il Terribile della natura è una normalità contro la quale attrezzarsi e non un’emergenza su cui speculare; una storia visionaria che, da Selinunte al santuario di Oropa sulle Alpi, incontra l’ombra di Grandi Madri, sibille e madonne, e ha per baricentro Napoli, la metropoli più sotterranea, instabile, stratificata, magmatica e contemporaneamente più teatrale d’Europa. È lì che Rumiz, ascoltando scienziati, poeti, musicisti, antropologi e abitanti di quei luoghi, approfondisce un suo approccio “geologico” all’identità nazionale
L’Italia, un Paese che non sta su una linea di faglia, ma è una linea di faglia
mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.

Il racconto trae spunto da una serie di viaggi compiuti da Paolo Rumiz fra il 2009 e il 2023, alcuni dei quali raccontati per il quotidiano “La Repubblica”. Fedele compagna una carta strutturale cinematica, sessanta (60) colori per definire cos’è l’Italia. Per chi già conosce la prosa di Rumiz niente di nuovo nel suo scrivere, le parole usate, le visioni riportate consentono a chi legge di vedere i panorami, di odorare i profumi descritti. Animato sempre da una grande curiosità, Paolo Rumiz anche questa volta non si smentisce, il viaggio che propone è di quelli che entrano dentro, che minano le nostre certezze, che ci fanno capire quanto gli esseri umani siano piccoli di fronte alla terra. Un viaggio nel Paese da Sud a Nord seguendo i terremoti, scandagliando il territorio, raccontando un Italia che non è molto conosciuta. A Napoli dedica molto spazio, una città scrive Rumiz … che, nonostante il Vesuvio e i ribollimenti flegrei, ha bruciato duemila e ottocento anni di vita sempre sullo stesso sito di fondazione, e dove il mito e la Storia sono a diretto contatto con la geologia… Nel suo errare cercando la voce dal Profondo, ci porta alla miniera di Brosso in Piemonte, chiusa da quarant’anni, ricca di minerali ma soprattutto di suggestioni.

Ci parla Rumiz della voce antica della Terra, della sua meraviglia, dell’angoscia che provoca nel viaggiatore, dell’incuria nella quale lasciamo le cose, i siti. Ci parla della Madonne nere, di entità femminili, del potere di Madre Terra. Dice che il suo viaggiare, senza averne consapevolezza, si è svolto  in mezzo ai tremori che ben fotografano l’identità nazionale. La parte finale è dedicata al suo Carso dove i fiumi, le acque spariscono improvvisamente per poi riapparire “a piacer loro“.

Consigliato perché camminare con Rumiz arricchisce il cuore e lo spirito.

Dello Stesso Genere...
Giallo
lfredella
Perdona loro

In un periodo non ben precisato, in un borgo semi abbandonato, Scisciano tra i castelli di Jesi, va a rifugiarsi Neri, un ex giornalista di

Leggi Tutto »
Narrativa
BARBARA.MEDEOT68
La pasadora

Se desiderate immergervi nella storia spagnola degli anni ’40 questo è sicuramente un ottimo romanzo da leggere. La protagonista è Soledat, chiamata da tutti solo

Leggi Tutto »
Thriller
elio.freda
Il sangue versato

Tornano sulla scena Rebecka e Anna-Maria Mella in questa seconda inchiesta ambientata nella fredda Svezia. In questo secondo ci sono riferimenti alla precedente inchiesta, quindi

Leggi Tutto »

Lascia un commento