Recensione a cura di Edoardo Todaro
Finisce il periodo di maternità per Camilla, Cam, agente letterario, che ha messo alla luce Polly, ed il lavoro reclama il rientro. Cam per rientrare al lavoro si deve affidare al marito, Luke. Luke, scrittore senza alcun precedente, però sparisce, e quando ti aspetti una bella giornata, devi prendere atto che in realtà è la peggiore in assoluto. Ed incredibile ma vero, Luke non è semplicemente sparito, Luke ha preso in ostaggio 3 persone in un magazzino. “ Suo marito non è stato preso, è lui ad aver preso gli ostaggi “, Cam che si arrovella il cervello per capire chi è l’uomo che ha sposato, consapevole che la normalità di una vita scandita dalla routine è finita per sempre. Alla figura di Cam si affianca Niail il detective/negoziatore, che capisce molte cose dello stato emotivo di una persona osservandola, che si è formato seguendo regole ben precise con un corso di negoziazione, con i sensi di colpa per una negoziazione fallita, che continua ad indagare su un caso non più di sua competenza, un’anima critica all’interno della polizia. Oltre a Cam e Niail, ciò che cattura l’attenzione del lettore, ed in questo è brava Gillian, è che due ostaggi restano ignoti, nessuno li reclama, nessuno ne segnala la scomparsa. I misteri si susseguono, uno dietro l’altro. Il racconto, descritto in “ diretta “, di un assedio vero e proprio. Arrivare a pagina 401 vuol dire che quanto abbiamo letto fin dall’inizio è completamente un’altra cosa. Se quanto abbiamo tra le mani non è un thriller psicologico, qual è?
