Il mio amore per le raccolte di racconti l’ho ampiamente confessato. Le leggo tra un libro e un altro, come una pausa rigenerante, per me sono una valvola di sfogo, un modo per evadere per il giusto tempo e ricaricarmi.
Dario Brunetti, il curatore, ci ha preso gusto. Dopo altre esperienze, ci propone questa volta un’antologia a tema notturno. Diciannove firme italiane, diciassette storie, voci diverse ma tutte accomunate da una tensione che non molla mai la presa.
Come scrive Brunetti nell’introduzione, si è ispirato a due classici: i Racconti del terrore di Edgar Allan Poe e la poesia L’uomo nero di Sergej Esenin. Da Poe riprende i temi della vendetta, della morte e della follia, che si insinuano nei labirinti della mente. Da Esenin, l’idea che in ognuno di noi si possa celare una parte oscura, un “uomo nero” che appare all’improvviso e ci riempie di angosce e tormenti.
L’ambientazione notturna non è un caso. La notte qui non è solo uno sfondo: è un personaggio muto, un complice che amplifica ogni paura e trasforma un rumore lontano in un pericolo imminente. Ogni racconto gioca con questa atmosfera, a volte con il brivido psicologico, a volte con l’horror più classico.
Di alcuni autori non avevo mai letto nulla, e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Di altri seguo già il lavoro, e ho avuto conferma del loro talento. Ma il bello di un’antologia è proprio questo: non sai mai cosa troverai, e ogni racconto è una scoperta.
Non ho un racconto preferito, perché i gusti sono personali e la paura non è uguale per tutti/tutte. Perché si sa, la notte è fatta anche per essere attraversata. E questi racconti, con la loro suspense e le loro ombre, ci ricordano che solo affrontando il buio si può arrivare alla luce.


