La calda estate del commissario Casablanca
uestura di Milano. Giuliano Casablanca, detto Ginko, è un giovane commissario di polizia appena trasferito dalla Omicidi all’Ufficio Passaporti. Con la sua squadra – Panettone, poliziotto sovrappeso, Zhong, cinoromano che ha preferito la pubblica amministrazione al bar del padre, e Minimo Sindacale, instancabile sfaticato – sembra destinato a un lavoro tranquillo e abitudinario, in una lotta quotidiana contro il moloch della burocrazia. Ma Milano è una città piena di sorprese e, dietro la facciata dell’ordine e dell’efficienza, nasconde un lato oscuro… Il commissario non ha perso il gusto delle indagini e approfittando delle vacanze del questore ricostruisce la storia di Issa, un maliano fuggito dal Centro di accoglienza di via Sammartini, lungo i binari della Stazione Centrale, e poi morto sul tetto di un treno che aveva come destinazione la Svizzera. Quello che all’apparenza sembra un semplice incidente di un migrante diretto verso un sogno di riscatto e libertà si rivelerà una storia di spaccio e di violenza. Un giallo sullo sfondo di una Milano bella e piena di contraddizioni, tra grattacieli e turisti, trattorie e sartorie d’alta moda, i migranti accampati alla Stazione Centrale e nei giardini di Porta Venezia, le case popolari e il Gratosoglio.
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mbaldi
Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.
La calda estate del commissario Casablanca

Recensione a cura di Manuela Baldi

Paolo Maggioni è un giornalista che seguo da parecchio tempo, mi piace il suo modo di raccontare le cose, educato, non pontifica, non suggerisce soluzioni, non giudica, racconta. Conosco e apprezzo la sua vena ironica. Mi piace molto il fatto che abbia una visione “laterale” delle cose. Lo seguo alla radio, i suoi interventi, quasi sempre per raccontare il mondo degli altri, quelli di cui di solito non parla nessuno, storie più o meno piccole. Tanta poesia nelle sue parole. Ho atteso quindi con curiosità e un filo di ansia l’esordio nel genere, il suo primo noir. Non sono stata delusa. La sua scrittura è come la sua narrazione orale, lieve, con un retrogusto ironico anche quando scrive di violenza e degrado. “La calda estate del commissario Casablanca” edito da SEM (sempre grata per le scelte editoriali) ci racconta di Milano non solo efficienza e glamour, ci racconta di migranti, di spaccio, di violenza. Ci fa entrare nei meandri della burocrazia. Il protagonista della calda estate: Giuliano detto Ginko, Casablanca, è un giovane commissario trasferito all’ufficio passaporti, in un ufficio senza finestre, con montagne di pratiche che invadono la sua scrivania. Ha una squadra particolare, Panettone, Zhong e Minimo Sindacale, le loro descrizioni da sole valgono la lettura del libro. La morte accidentale di un migrante, poca roba, secondo il questore, da archiviare con poche firme su un verbale, porterà Casablanca ad indagare su una vicenda che si rivelerà molto più complessa. Trama ben articolata che consente a chi legge di indagare con Ginko e la sua squadra, di riconoscere fatti accaduti realmente. L’indagine che si sviluppa in modo inaspettato, con qualche colpo di scena, non è, a mio avviso, la cosa più importante del racconto. Per me la parte più importante è data dalla descrizione delle persone e di una Milano diversa da come comunemente rappresentata. (La) Mirta, l’anziana portinaia del palazzo nel quale vive Casablanca, quella che lo conosce da quando era piccolo, che gli prepara il caffè con la moka da bere prima di andare in ufficio; Stucas l’amico di una vita: capace fotografo, Anna madre single in affanno, Enrica una nonna speciale e come dicevo sopra, la squadra di Ginko. Il racconto della varia umanità che popola la città mi ha reso particolarmente piacevole la lettura. Voglio spendere una parola anche per la copertina, per la scelta dei colori che così bene descrivono il cielo di Milano in certi giorni particolarmenti caldi. Milano protagonista del libro con le sfaccettature che ne fanno una città complessa. Riporto due passaggi che mi sono piaciuti e che descrivono bene la complessità della città: <Milano investe, Milano non dorme mai, Milano sempre in movimento, Milano vende moda, Milano mai con le mani in mano, Milano abbronzata, Milano che traina l’Italia, Milano in copertina. Tutto vero, però Milano suda anche. E lo fa con imbarazzo, come fosse una colpa.> E poi anche conla frase che Giovanni Valtorta, autista di linea dice a un suo collega: «Pensavo che Milano è una fisarmonica. Tutto è vicino. Prendi la nostra linea: centro-periferia-ricchi-poveri-grattacieli-casermoni-vincenti-sconfitti… C’è tutto in un’ora di viaggio, tutto attaccato, tutto con un solo biglietto di andata e ritorno.»

Consigliato a chi ama l’ironia, a chi preferisce la scrittura lieve e i personaggi sgangherati, a chi ama le città che sono tutto e il contrario di tutto.

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