Segnale assente: La nuova indagine dei Cinque di Monteverde
il buio inizia dove finiscono le parole È notte fonda, piove come se il cielo avesse deciso di sommergere Roma. Quando il tram numero 8 arriva al capolinea, un passeggero seduto cade a terra. È un adolescente, ha il cappuccio della felpa calato sulla testa, le cuffiette nelle orecchie, e non dà segni di vita. Accorso sul posto, il commissario Ansaldi rimane sconvolto da ciò che viene a sapere. Il ragazzo è morto da ore, mentre decine di persone salivano e scendevano dal tram, e lo zaino che portava con sé contiene un chilo di sostanze stupefacenti. Com’è possibile che una cosa del genere avvenga a Monteverde, uno dei quartieri più rispettabili della città? Davvero la gente è diventata così indifferente da non accorgersi che una tragedia sta avvenendo sotto i suoi occhi? E perché un quindicenne se ne va in giro con tutta quella droga? In passato il commissario e la sua squadra hanno avuto a che fare con serial killer e organizzazioni criminali, sono stati più volte faccia a faccia con gli abissi dell’animo umano. Ma il caso che li aspetta è destinato a sconvolgerli ancora più a fondo, perché il Male fa più paura quando ha il volto di un figlio, di un amico, di un vicino di casa. Con questo romanzo Morlupi, ormai punto di riferimento nel panorama giallo italiano, chiude un cerchio nella sua indagine dei lati più oscuri della nostra società. Lo fa affacciandosi – con sguardo sensibile e ironico – sulle tenebre più spaventose, quelle che aleggiano a pochi passi da noi e sembrano poterci inghiottire da un momento all’altro.
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“Segnale assente” è il capitolo conclusivo della fortunata serie dei Cinque di Monteverde pubblicata da Salani nel 2025. Il libro di François Morlupi si sviluppa intorno a una serie di vicende misteriose fatte di sparizioni, vuoti d’aria e silenziose presenze.

La trama è un crescendo di suspence immersa nei “segnali assenti”, nell’incapacità di comprensione di quello che va oltre, nella disconnessione, nella fragilità giovanile e nell’indifferenza sociale.

Protagonista indiscussa di questo romanzo è l’atmosfera, Morlupi con il suo stile crudo e tagliente, sa bene dosare descrizioni realistiche, inquietanti e cariche di tensioni. Le tematiche affrontate sono tante: dalla droga fino ai conflitti familiari, Morlupi si rivela, come sempre, una penna attenta alle piccole sfumature psicologiche senza mai scadere nel banale e senza mai appesantire. Non è solo un romanzo di indagine poliziesca ma un profondo spaccato della società contemporanea con i suoi buchi neri e le sue falle interiori.

I personaggi, ormai li conosciamo, sono bene strutturati, profondi, brillanti, concreti, intimi. In poche parole: umani. Così tanto veri e fragili che ti trascinano dentro la storia e non ti lasciano una volta finita.

Consigliato a chi ama i thriller psicologici ma anche le storie con una importante componente sociale.

Buona lettura.

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