Recensione a cura di Dario Brunetti
Scarnebbia è il nuovo romanzo dell’autrice Carla Reschia, uscito per Golem edizioni. La storia è ambientata in Piemonte e precisamente ad Alessandria nei primi anni 90 e si apre con il brutale omicidio di Lidia, una giovane donna incinta che appartiene a una famiglia della ricca borghesia.
Incaricato delle indagini è il commissario Santagata, un uomo dal passato piuttosto tormentato che si porta alle spalle il peso di un matrimonio non andato buon fine e una relazione con una donna che non ha avuto uno sbocco favorevole, a causa del suo trasferimento al nord.
L’indagine del commissario si incrocia con quella di Renato Benzi, un aspirante giornalista coinvolto personalmente nella vicenda e che conosceva la vittima dai tempi dell’infanzia.
Un doppio binario investigativo porta entrambi a seguire il caso attraverso modalità differenti: il primo grazie al suo passato e all’esperienza maturata nel corso degli anni è costretto a scontrarsi con i silenzi di un’intera comunità; il secondo raccoglie dati e informazioni andando alla ricerca dello scoop giornalistico che possa esaltare le sue qualità andando incontro a una brillante carriera professionale, ma non solo, c’è la ricerca che lo lega alla sua sfera privata che fa parte di quell’amore avuto in età adolescenziale.
Entrambi scaveranno nel passato della vittima in una provincia dove regna il silenzio e l’omertà, ed è così che la nebbia diventa la vera protagonista del romanzo non assumendo solo i contorni di uno sfondo decorativo ma rappresentando un mondo invisibile fatto di finte apparenze dove nasconde segreti che avranno un peso fondamentale in una storia dove non mancherà il colpo di scena finale.
L’autrice costruisce un noir introspettivo offrendo una chiave psicologica interessante e attraverso la nebbia, elemento cardine della storia, toglie al lettore ogni punto di riferimento visivo e morale arrivando a destabilizzarlo facendolo cadere nella sua trappola narrativa.
Le ombre e i silenzi della provincia soffocheranno progressivamente i protagonisti della storia, se il commissario Santagata sarà costretto a fare i conti con i suoi fallimenti personali, Renato invece si porterà nella stessa indagine un passato che ritorna a farsi sentire.
Scarnebbia è un romanzo molto articolato e complesso nel suo sviluppo non lineare e per certi versi farraginoso, la scelta stilistica adottata dall’autrice dal punto di vista strutturale porta la stessa opera a un caos calcolato nell’intenzione di offrire al lettore quel disordine apparente che troverà il suo filo conduttore della storia solo nelle battute finali.

