Recensione a cura di Edoardo Todaro
Secondo appuntamento, il primo, “ La sposa gitana “, con l’ispettrice Elena Blanco grazie a Carmen Molla .Carmen Molla? Tre autori in uno. Quando arrivi alla fine di queste 426 pagine tiri un sospiro di sollievo, non certo perché ti senti in difficoltà nel portare avanti la lettura, anzi proprio per l’opposto, adrenalina, una pagina dopo l’altra senza un attimo per prendere fiato. Il trio Carmen Molla, da qui in poi uno, ci porta pesantemente dentro le evoluzioni che sono avvenute, ed avvengono, in questi anni. Dall’economia con l’ingresso, come forma di pagamento, dei bitcoin che non lasciano alcuna traccia e che le banche non possono ignorare; ai social ai quali tutto è delegato nel campo della comunicazione e dei social, la RETE PORPORA un’organizzazione criminale che si muove con immagini violente nel deep web che non è altro che un letamaio dove droga, riciclaggio, traffico d’armi, pedo pornografia; professionisti che usano il livello del dolore a proprio beneficio. In queste pagine si dipana anche il dramma dell’ispettrice Blanco, a capo delle BAC le brigade de analisis de casos che deve fare i conti con, Lucas, il proprio figlio portato via, da chissà chi, che da vittima si trasforma in carnefice e deve muoversi velocemente se vuole ritrovarlo, visto che le statistiche sui rapimenti dei minori dicono che ad un mese dalla scomparsa si esauriscono le speranze di ritrovarli in vita. Quindi Blanco con un doppio compito personale: sgominare la rete porpora e trovare il figlio, scomparsa che è un vero e proprio trauma e che l’allontana, con il suo comportamento, dalle persone che la circondano, a partire dai componenti della squadra trattatati come pezzi di un ingranaggio e non come persone; per portarla verso la solitudine e l’autodistruzione; che ama la grappa per alleviare la propria tristezza e fa sesso per anestetizzarsi Un noir che oltre a portarci nelle periferie più povere di Madrid con i nuovi migranti rumeni, sudamericani, magrebini ecc…, ci introduce nel mondo dei combattimenti con gli animali, la prostituzione e la droga, il mal di vivere insito nei giovani come modo di essere per contrastare una vita che li soffoca; i centri per minori che sono veri e propri luoghi di detenzione; dei più poveri tra i poveri come i gitani rumeni e/o i tossici all’ultimo stadio; ma cosa particolarmente pesante, il combattimento tra bambini, bambini presi dagli orfanotrofi e/o rapiti. Un noir che ha tratti marcatamente psicologici mettendo in evidenza cos’è la violenza e come ci siano persone che ne sono dipendenti. Ogni pagina è pura adrenalina in movimento a tal punto che, oserei dire, difficilmente nel momento in cui si legge “ La rete porpora “ e l’asticella ha raggiunto quel livello si possa trovare qualcosa di simile. Una domanda sorge spontanea: riuscirà Carmen Molla con il terzo appuntamento a stare ai livelli raggiunti? Ne parleremo presto sicuramente.


