I bei romanzi non nascono mai per caso, ci sono storie che contengono altre storie per prendere spunto che porta a scrivere qualcosa di poco conosciuto; argomenti o fatti narrati dei quali non si è focalizzata l’attenzione necessaria.
La gelsominaia di Milazzo ha vinto nel 2024 il premio per il migliore romanzo inedito nell’ambito del Milazzo book festival, l’anno successivo è stato pubblicato per la Fratelli Frilli editore.
L’autore cagliaritano Claudio Pinna ambienta la storia a Milazzo negli anni Trenta, dove donne e bambine si dedicavano alla raccolta e alla lavorazione del piccolo fiore bianco: il gelsomino.
Tale fiore sarà usato a Grasse, città della Costa Azzurra per distillarlo e dar vita al profumo Chanel n.5, una fragranza senza tempo di cui una delle star più famose del mondo rispondendo a una domanda di un giornalista del Life Magazine dichiarerà:” Cosa indosso per andare a dormire? Solo due gocce di Chanel n. 5.”
Stiamo parlando di un’icona del Cinema americano, l’attrice e cantante statunitense Marylin Monroe.
Ma torniamo alla Piana di Milazzo, ai suoi piccoli fiori delicati, i gelsomini lavorati con cura e dedizione da più di duemila donne per offrire un profumo intenso e gradevole.
Il gelsomino bianco è un fiore candido e puro che trasmette quel senso di amore innocente che si tingerà di rosso sangue.
A Milazzo c’è un fiore spezzato per sempre e corrisponde a una dolce ragazza che ha subito qualcosa di tremendo che rimarrà impresso nella sua vita.
Vi è un delitto, è stato rinvenuto il cadavere di un uomo tra i campi dove le donne si dedicano alla raccolta del gelsomino.
Cosa si nasconde dietro a questa morte improvvisa, un regolamento di conti o un’atroce vendetta? A indagare è il brigadiere Bordon.
I personaggi principali di questa storia nera sono: Gina, una giovane donna che tutte le mattine si reca nei campi per dedicarsi alla lavorazione del gelsomino, suo fratello Tanino che dovrà prendere in mano le redini della famiglia sconvolta da un evento piuttosto delicato e infine Nino, il caporale che segue il lavoro delle gelsominaie, un uomo imponente e autoritario, ligio al ruolo che riveste.
Ci dovremmo fermare qui; si sa che nelle storie che si tingono di mistero bisogna lasciare al lettore di immaginare quel che potrebbe accadere.
Questo romanzo colpisce per la sua impostazione; vi è la parte dedicata alla trama gialla con la consequenzialità dei capitoli e quella che riportano dei titoli di canzoni famose.
Ma si sa che le canzoni spesso riguardano qualcosa di personale, esperienze di vita ed emozioni che vedranno coinvolgere l’autore stesso.
Pinna instaura un rapporto con il lettore accompagnandolo nella narrazione di un testo che spicca per la sua originalità stilistica impreziosita da una scrittura morbida ed elegante ma al tempo stesso decisa che offre una tematica all’ordine del giorno come la violenza sulle donne.
La perdita dell’innocenza è un dolore incessante e silenzioso vissuto come qualcosa di intimo e profondo che lascia dentro di sé un segno indelebile.
Pinna ne offre uno scenario vivido e pulsante narrando una storia nera, figlia del nostro tempo che sembra non essersi mai fermato.
Grazie a questo romanzo ho potuto percepire che sono le storie che vanno incontro agli autori, forse sarà stato il caso di Claudio Pinna che ha voluto dare voce alle gelsominaie e alla loro storia negli anni poco approfondita. Erano donne che hanno lavorato con grande intensità e col tempo sono state sfruttate a tal punto da rivendicare i loro diritti.
L’autore ne ha costruito una trama noir di raffinata qualità con una perfetta caratterizzazione dei personaggi della storia.
Una voce particolarmente interessante nel panorama letterario che vale la pena di scoprire!


