Sarà come morire. La lunga estate nera di Sanremo
«Non cercavo giustizia. Cercavo la verità. Ogni volta che il mondo provava a rifilarmi una balla, dentro mi si accendeva un fuoco. E l’unico modo per spegnerlo era andare fino in fondo. A costo di bruciarmi.» Sanremo, luglio 1994. Arturo Ferretti, giornalista in crisi, torna nella sua città per fuggire da un lavoro che odia e da una vita che gli va stretta. L’estate è esplosa: sole a picco, spiagge affollate, feste in riva al mare. Ma Ferretti sa che dietro quella facciata scintillante si nasconde ben altro. Quando tre ragazzi della “Sanremo bene” vengono trucidati al Paraiso, la discoteca più esclusiva della Riviera, la città mostra il suo vero volto. L’unico sopravvissuto alla strage è il fratello di Laura, la sola donna che Arturo abbia mai amato. E che forse ama ancora. Di fronte a una Polizia in cerca di facili colpevoli, Ferretti decide di indagare, scontrandosi con una realtà in cui il denaro copre ogni peccato. Un noir luminoso e spietato, dove la verità è un privilegio e l’amore un crimine da scontare.
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Recensione a cura di Dario Brunetti

Dopo l’esordio con il romanzo Il breve mestiere di vivere, torna Adriano Morosetti con il suo secondo noir dal titolo Sarà come morire uscito per Ugo Mursia editore nella Collana Giungla Gialla del curatore Fabrizio Carcano.

La storia è ambientata a Sanremo, nella calda estate del 1994 e precisamente a luglio, mentre si stanno svolgendo i Mondiali di Calcio e l’Italia del mister Arrigo Sacchi è impegnata negli Stati Uniti d’America.

Intanto al Paraiso, locale notturno della Riviera, accade un brutale agguato; un commando armato fa irruzione e colpisce a morte tre ragazzi appartenenti alla “Sanremo bene”, due sono stati assassinati, il terzo invece, è riuscito a salvarsi.

La Polizia sembra aver individuato in Amir e Habib, i colpevoli dell’agguato, infatti le telecamere li hanno ripresi mentre entravano nel locale. Caso Chiuso? Non per l’ostinato giornalista Arturo Ferretti che effettua la sua indagine personale.

Scoprirà delle incongruenze al momento dell’agguato, come mai due delle telecamere erano spente e poi c’è dell’altro che sarebbe meglio non svelare.

Il ragazzo sopravvissuto è Cristiano, fratello di Laura, la donna che Arturo amava.

Un rapporto tribolato fatto di tante ferite aperte e di una nostalgia canaglia che ha segnato un distacco che proprio Arturo ha elaborato con estrema fatica. Laura rappresenta un fantasma che ritorna, il loro modo di comunicare presenta spigolosità dettate dai sensi di colpa di Arturo, un uomo logorato dalla vita. Laura lo costringe a interrogarsi spingendolo ad affrontare cosa l’ha condotto ad autodistruggersi senza trovare una via d’uscita definitiva.

Permangono le sue fragilità emotive e nonostante tutto Arturo è un uomo capace di accantonare anche l’amore per l’ostinata ricerca della verità in una Sanremo avvolta dall’ipocrisia di un finto perbenismo che eccede nei vizi e nel lusso più sfrenato.

Morosetti offre ai lettori un noir di buona qualità e focalizza l’attenzione sul suo protagonista, un uomo che non ha più nulla perdere e che è disposto a spingersi oltre anche a costo di mettere a repentaglio la sua stessa vita. L’indagine giornalistica diventa il motore che lo spinge a rischiare e attraverso Laura, riesce a scavare in quel sottomondo entrando nei salotti della borghesia ligure dove regna la corruzione per finire nei luoghi più degradati della Riviera che nasconde il lato oscuro della vita notturna.

Il lato invisibile di due mondi paralleli, distanti tra di loro solo in apparenza sono lo spaccato di una società che negli anni successivi andrà sempre più alla deriva, l’autore inquadra la storia in un’estate rovente con un sole fin troppo luminoso e appariscente della Riviera che crea un contrasto con le fitte ombre della provincia.

Del festival di Sanremo non resta che un flebile ricordo che sembra più allontanarsi, siamo nell’estate del 1994 e i riflettori dell’Ariston si sono ormai spenti, emergono solo i silenzi di una provincia che si porta con sé potere, denaro, tradimenti e conti in sospeso, e allora immaginiamo uno stereo o una radio e lasciamoci trasportare dalle note di questo famoso brano.

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