Passaggi in Siria
All’inizio delle rivolte, nel marzo 2011, Yazbek, giornalista e scrittrice affermata, regista e sceneggiatrice per il cinema e la tv, sceglie di scendere in piazza per difendere la libertà di espressione, regolarmente negata dai regimi autoritari che si sono succeduti nel suo paese. Denuncia i crimini perpetrati da Bashar al-Assad, rivendica maggiori diritti per le donne e l’abolizione della censura. Viene prima trattenuta dalle forze dell’ordine, poi, quando la sua voce diventa troppo invisa al governo e la sua presenza in Siria un rischio, si trasferisce a Parigi, dove persevera nel suo attivismo politico. In esilio continua a battersi denunciando le atrocità, urlando all’Occidente il bisogno disperato di aiuti umanitari e la necessità di intervenire per fermare ulteriori spargimenti di sangue: Ma il richiamo delle radici e il senso di responsabilità si rivelano troppo forti e Samar Yazbek inizia così a ritornare in Siria illegalmente, attraversando a piedi il confine turco. Una volta dentro la scrittrice visita le zone «liberate» dal controllo del regime di Assad e occupate dal Free Army dei ribelli o dagli estremisti islamici. Si impegna per offrire sostegno alle persone bisognose. Ascolta testimonianze, storie di singoli individui e di intere famiglie, molte donne, ragazze e bambine che mutano l’orrore in parole da consegnare al mondo. Raccoglie immagini ed emozioni, assiste a scontri armati, alla crudeltà dei cecchini, ai bombardamenti. Vive lutti e speranze, e con questa materia incandescente plasma un racconto che non è un romanzo né un saggio ma li contiene entrambi, senza mai tradire la realtà.
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arezzonico
Penna Esordiente
Adriana Rezzonico
Nasce a Como 11/11/69. Ama viaggiare, leggere e il buon cibo. Inciampa in Gialloecucina nel 2016, dove inizia come food blogger divertendosi con prestigiose ricette. Dolce Pentolina è il suo primo nick name. In seguito si cimenterà con recensioni e interviste di autori, che la porteranno a frequentare numerosi Festival.

La libertà è sacra. Questa storia è una vera bomba che esplode sul lettore, fa strage di umanità e di attualità. Descrive la bellezza del Paese e ci cala in una favola in cui il Paese era ancora ricco di bellezza.

Samar Yazbek, l’autrice, lo fa con una splendida lirica, narra  del suo passato con un lessico delicato e potente, si sofferma sulla libertà. Da donna sola, vive con estrema forza, quella che mi ha colpito molto. Una storia che fa riflettere, che divide il lettore per mezzo delle opinioni. 

…”chiesi di fermarci perché volevo conoscere le altre donne e le loro condizioni di vita. Bramavo per conoscere quelle grotte intorno agli ulivi e entrare nei cunicoli bui e profondi che le bombe avevano inferto sul terreno. Lì dentro, fra le schegge delle bombe, vivevano intere famiglie. Desideravo conoscere quella bambina sull’uscio e i numerosi bambini intenti a giocare con i frammenti bellici. La guerra e i suoi colori nonostante tutto, il progredire della vita.”

Una lettura densa e mai noiosa, che consiglio vivamente.

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