Recensione a cura di Dario Brunetti
Omicidio al novantesimo è il nuovo giallo di Nicola Bronzino uscito per Piemme edizioni.
Il romanzo è ambientato negli anni 90, durante i mondiali di calcio quello delle Notti Magiche inseguendo un gol come intonerà in una canzone la coppia Bennato-Nannini; in Italia si respira quel senso di fiducia e ottimismo dato dallo stato di forma e splendore delle nostre squadre di calcio, capaci di dominare in Europa. Il nostro Paese gioca in casa e torna ad ospitare la competizione iridata: c’è un clima di festa, gli italiani sono spensierati e pregustano la possibilità della vittoria del trofeo più importante del mondo. Mentre tutti sono incollati davanti al televisore per la messa in onda delle partite di calcio, catturati dalle prodezze di Totò Schillaci che fa sognare gli italiani e dalla genialità e dall’estro di Maradona, in un condominio di via Nino Bixio viene ritrovato il corpo di una ragazza. La vittima è Valeria Cerabolini, segretaria della Silfon Eventi. Incaricato delle indagini è il commissario Ennio Mastropasqua coadiuvato dall’ispettore della Mobile, Luciano Scozzafava e dall’agente scelto Nazario Berlinghieri: un trio investigativo che sarà impegnato a risolvere un caso particolarmente complesso.
L’autore trasforma il condominio in un piccolo microcosmo avvolto da un finto perbenismo in cui il lusso borghese serve a nascondere segreti inconfessabili. Il trio investigativo troverà negli inquilini dello stabile una cortesia formale e di facciata che cela un’indifferenza alquanto distaccata; sguardi fugaci sottolineano la resistenza e il muro di omertà dei condomini che faranno del loro stabile un vero e proprio labirinto.
Trappole, insidie e depistaggi non favoriranno lo sviluppo delle indagini da parte del commissario Mastropasqua e della sua squadra.
Le pressioni istituzionali ricevute dal sostituto procuratore Montemurro si riversano su Mastropasqua il quale vuole tuttavia abbattere quel muro di omertà e di ipocrisia eretto dagli inquilini del condominio di via Bixio.
Lo splendido fumetto che fa da copertina al volume mette in risalto proprio la figura di Ennio Mastropasqua, un uomo con i baffi anni 70 che fuma le sue Gauloises nonostante il reflusso gli dia tormento. A completare il suo dramma esistenziale si aggiungono la crisi coniugale e la preoccupazione nei confronti dell’anziana madre.
L’indagine diventa un’ancora di salvezza capace di distrarlo dal suo dramma interiore che non sembra dargli via di scampo. Mastropasqua è un commissario metodico e la sinergia con Scozzafava e soprattutto con Berlinghieri sarà propedeutica per dare un impulso decisivo alla risoluzione del caso.
Attraverso uno stile fluido e asciutto, Bronzino offre ai lettori un giallo nostalgico di buona fattura che si ispira a un caso di cronaca avvenuto nell’estate degli anni 90 e precisamente in via Carlo Poma 2 a Roma: si tratta dell’omicidio di Simonetta Cesaroni assassinata nel suo ufficio.
Un’analogia, questa, capace di favorire lo sviluppo di una trama gialla poggiata su un buon impianto narrativo, con un protagonista immerso nel suo stato di frustrazione e spinto dall’ossessiva voglia di assicurare il colpevole alla giustizia.
Nel Paese sembrava essersi inceppato un meccanismo che portava il sistema allo sbando, e le speranze erano riposte nei mondiali di calcio, come se un gioco potesse regolamentare i problemi di una nazione. L’Italia si avviava verso i forti scossoni politici che pochi anni dopo avrebbero preso il nome di Tangentopoli, ma in quel 1990 c’era un disperato bisogno di un segnale di ripresa, seppur a livello sportivo. Abbiamo vissuto quel momento storico tra disincanto e spensieratezza, restando a sognare ad occhi aperti. Forse quei sogni resteranno infranti per sempre, ma noi quelle Notti Magiche di un’estate italiana non ce le dimenticheremo mai.

