Omicidio al lampredotto
Un delitto che scuote Firenze. Un investigatore dal passato ingombrante. La ricerca della verità che diventa una sfida personale. Leone Serafini, ex avvocato diventato investigatore privato in Brasile, è costretto a tornare nella sua città natale quando suo padre viene accusato di un atroce omicidio: l’assassinio di una giovane nei giardini dello Stibbert. Tra accuse infamanti, un sistema giudiziario che sembra più interessato alla condanna che alla verità e i fantasmi del suo passato, Leone dovrà mettere in discussione tutto ciò che ha lasciato alle spalle. Ad affiancarlo in questa indagine, un improbabile alleato: Amanda, un’amica trans sincera e senza filtri, l’unica capace di offrirgli conforto in un mondo ostile. Mentre gli indizi si accumulano e i legami familiari si sfaldano, Leone scoprirà che risolvere questo caso significa non solo scagionare suo padre, ma anche affrontare i propri demoni. Una storia intrisa di noir, ironia e atmosfere fiorentine, in cui ogni segreto è un pezzo di un puzzle letale.
Mistero, amicizia e rinascita a Firenze
arinaldi
Firma della Redazione
Alessandra Rinaldi
Ciao a tutti, sono Alessandra. Adoro leggere, fin da bambina sono cresciuta con i libri in mano. Ho dei generi preferiti, come tutti, ma mi piace spaziare. Mi sono cimentata nella scrittura, ma ho trovato la mia dimensione nell’editing, nella correzione di bozze e nella valutazione dei testi. Mi piace entrare in contatto con gli autori, cercare di immedesimarmi nei loro pensieri, per collaborare e provare a migliorare i testi. Grazie a GialloeCucina ho la possibilità di trasferire su carta, attraverso le recensioni, le emozioni che un romanzo mi regala. GialloeCucina mi permette di scoprire nuovi autori, di leggere le interviste esclusive e di assistere alle dirette, oltre che informarmi attraverso le varie rubriche. E, dettaglio da non trascurare, ho la possibilità di migliorare la mia scarsissima esperienza in cucina. Cosa c’è di meglio che mangiare un buon pezzo di torta, sorseggiando un calice di vino mentre si legge un buon libro?

Con Omicidio al lampredotto Wladimiro Borchi firma un noir ironico e scorrevole, capace di intrecciare mistero, atmosfere fiorentine e un protagonista fuori dagli schemi. Il romanzo si apre in Brasile, con un incipit immediato ed efficace che introduce Leone Serafini, ex avvocato rifugiatosi oltreoceano e oggi investigatore privato, segnato da un passato ingombrante e da una vita tutt’altro che lineare. Fin dalle prime pagine emerge un personaggio imperfetto, ironico e profondamente umano.

La trama prende avvio quando Leone è costretto a tornare a Firenze: il padre Cesare è accusato dell’omicidio di una giovane ragazza, avvenuto nei giardini dello Stibbert. Il rientro in Italia riapre ferite mai rimarginate, tra rapporti familiari difficili, accuse reciproche e un passato che Leone ha cercato a lungo di lasciarsi alle spalle. L’indagine diventa così non solo una ricerca della verità giudiziaria, ma anche una sfida personale, un percorso di confronto con ciò che è stato e con ciò che Leone potrebbe ancora diventare.

Accanto al protagonista si muove Amanda, amica di lunga data e figura fondamentale del romanzo. Trans brasiliana, diretta e senza filtri, Amanda rappresenta la coscienza critica di Leone: lo sprona, lo rimette in riga quando serve, lo sostiene senza mai indulgere nel vittimismo. Il loro rapporto, costruito su dialoghi brillanti e un’ironia costante, è uno dei punti di forza del libro e contribuisce a dare ritmo e leggerezza anche nei momenti più tesi.

L’indagine procede tra intuizioni, depistaggi e colpi di scena, mantenendo sempre un tono equilibrato che privilegia il coinvolgimento del lettore più che la complessità estrema del meccanismo giallo. Borchi sceglie di raccontare un mistero accessibile, in cui contano soprattutto i personaggi e le relazioni, senza rinunciare a una soluzione capace di rimettere in ordine i tasselli della storia.

Firenze fa da sfondo riconoscibile e concreto, spesso messa a confronto con il Brasile attraverso lo sguardo disincantato di Leone: due mondi diversi, due ritmi opposti, che riflettono lo stato d’animo del protagonista e la sua difficoltà a sentirsi davvero “a casa”. Lo stile è coerente con la voce narrante: ironico, a tratti irriverente, capace però di aprirsi a momenti più intimi e riflessivi.

Omicidio al lampredotto è un noir godibile, che si legge con piacere e accompagna il lettore fino all’ultima pagina senza perdere ritmo. Un romanzo che unisce mistero, ironia e un percorso di rinascita personale, consigliato a chi ama i gialli ambientati in Italia e i protagonisti imperfetti, alle prese non solo con un delitto da risolvere, ma anche con se stessi.

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