Recensione a cura di Edoardo Todaro
Secondo appuntamento con il binomio composto da “ il Biondo “ e “ Quello con la cravatta “. Dopo “Il tallone da killer “, ecco “ Omicidi srl “. E’ indiscutibilmente vero che sono tantissimi, e saranno tantissimi, i noir con al centro la figura del killer, serial o meno. Ed ecco che Robecchi butta all’aria tutto, dissacra una figura centrale nel panorama noir. Si parte dal considerare il killer un lavoro usurante e ricongiungendosi al precedente, con il desiderio, reciproco, di ritirarsi a vita privata. Quello creato da Robecchi è un binomio che si muove secondo un metodo professionalmente ineccepibile: raccolta delle informazioni utili a districarsi nell’indagine; inquadramento del contesto; la prudenza nell’agire; un binomio che usa uno stranissimo ed inusuale strumento per essere contattati: leggete e scoprirete. “ Il biondo “ e “ Quello con la cravatta” sarcastici, dissacratori al limite dell’offesa, che si dilettano nell’organizzare l’eliminazione fisica della gente, e nel far passare questo come un incidente; la filosofia del binomio può essere riassumibile nel Biondo/pensiero: “ nessuno merita di morire è solo lavoro “ e “ l’omicidio, al di là di luoghi comuni, è lo spettacolo più antico del mondo “. Ai due, si aggiunge, alla grande, una terza: la stagista. Da 2 a 3 ma l’azienda resta un’azienda dedita alle eliminazioni: dal socio ingombrante ad una moglie di troppo, al marito noioso. Un noir che entra a farci conoscere le modifiche che si sono sviluppate in una città come Milano, finita male, modiche di vita, culturali ecc … ad esempio il bar sempre più raro, ormai in via di estinzione e la considerazione verso le patrie galere ed i cimiteri, luoghi, gli uni e gli altri, pieni di gente che non è stata sufficientemente prudente.


