1938 non una data a caso. Una data che ci porta a quando l’Italia si faceva vanto dell’essere potenza militare e Rodi, famosa isola greca, è italiana. Rodi è importante perché la trama di questo romanzo si dipana tra Rodi con le sue barche bianche dei pescatori e quelle scure di lusso, appunto, e Venezia. Ma non sono solo queste il riferimento di quanto scrive Molesini, di sicuro è il tanto agognato testamento, con i suoi effetti collaterali, attorno a cui sgomitano tutti i possibili fruitori e che mette gli uni contro gli altri, con il quale si evidenzia cosa fanno fare i soldi, sul fatto che il denaro non sia altro che una bestia feroce, che colpisce al momento opportuno, un nemico implacabile; con un avvocato che risulta essere un vero Azzeccagarbugli. Ma se poco sopra mi riferivo a questioni riconducibili alla storia è perchè sullo sfondo di quanto descritto incontriamo non solo i venti guerra che soffiano sull’Europa, ma addirittura l’ex quadrimviro, governatore del Dodecanneso, De Vecchi .Ciò che colpisce è la descrizione del vivere nei manicomi che introduce la figura di Elena che passa dai soprusi vissuti nel manicomio l divenire killer mettendo in atto l’arte di uccidere .Un romanzo che volenti o meno, che ci descrive le discussioni che avvenivano sul concetto di popolo, su Mussolini, il suo desiderio di trovare il nemico e le sue mire espansionistiche, un caporale con diploma di maestro di scuola elemntare, figlio di un fabbro che diviene LUI. Anche in 198 pagine si può coniugare scrittura di un romanzo e pagine di storia, pagine altrimenti dimenticate, anzi non conosciute.

Noir
La punizione è il romanzo più recente di Sara Bilotti pubblicato dalla HarperCollins Italia. Dal titolo nasce tutta la storia della regina del thriller italiano:

