Delitto a via delle Rose
Silvia De Luca è pronta a lasciare la polizia, ma l’omicidio di un professore di Storia dell’arte la costringe a rimandare ogni decisione. L’uomo, Andrea Urselli, è stato trovato senza vita nello stesso palazzo in cui la commissaria ha trascorso l’infanzia. Un legame personale che si intreccia a un dramma familiare mai risolto: l’assassinio del padre di Andrea, avvenuto vent’anni prima, rimasto impunito. Convinta che i due delitti siano collegati, Silvia riapre vecchie ferite e scava in una rete di segreti, ambiguità e rancori mai sopiti. Mentre l’indagine procede fra colpi di scena e false piste, la commissaria deve fare i conti con la propria vita privata e con un equilibrio fragile, che l’attrazione silenziosa per l’ispettore Gentile continua a minare. Ma proprio quando crede di essere vicina alla fine del caso, Silvia si ritrova faccia a faccia con un pericolo inatteso e dovrà lottare per salvare la sua stessa vita.
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Sono sempre alla costante ricerca di nuovi autori. Quelli che si affacciano per la prima volta nel mondo letterario. Spesso a questo scopo rivolgo la mia attenzione al mondo del self publishing o alle pubblicazioni delle piccole case editrici. Qualche volta la mia attenzione si posa anche su autori che sono direttamente entrati dalla porta principale, essendo riusciti a pubblicare, al debutto, con una casa editrice famosa. In questi ultimi casi la mia curiosità viene attirata o dal titolo o dal genere o dalla casa editrice che conosco per essere specializzata nella ricerca di nuovi autori da proporre ai lettori. Spesso ne scopre di interessanti ed allora mi affido al loro intuito e ci scommetto anch’io leggendoli. È questo il caso di Claudia Girardi, l’autrice del romanzo giallo Delitto a via delle rose, e della casa editrice Newton Compton. Ho terminato di leggere il suo libro (d’esordio) e mi son ritrovato soddisfatto del tempo impiegato per farlo. Un giallo classico con qualche illuminante idea per rendere più vivace ed avvincente la vicenda. Un romanzo in cui partecipano tanti personaggi. In primis la commissaria Silvia De Luca e i poliziotti che compongono la sua squadra. Pubblico ministero compreso. Poi, e non solo, tutti quelli che a vario titolo gravitano intorno alla famiglia Urselli. La commissaria dovrà cercare, infatti, di individuare l’autore dell’assassinio di Andrea Urselli figlio di un noto imprenditore anch’egli ucciso molti anni prima. I due delitti sono collegati? Perché? In che modo? Una storia che appassiona e che si legge con piacere. Assistiamo così all’indagine di una commissaria tranquilla ma empatica e perspicace, che addirittura voleva lasciare la polizia, senza inverosimili e fantasiose capacità speciali o da trapezista. Non pecca di presunzione la Girardi è per quanto mi riguarda è una grande dote. Scrive un racconto senza troppi squilli e senza inutili iperbole ma solido e piacevole. Sarà complicato ma alla fine il caso si risolverà anche se non mancheranno le sorprese ed i momenti di suspense. Una storia assolutamente godibile che mi fa sperare di leggere presto una nuova indagine della commissaria De Luca. L’unica nota personale in parte negativa (almeno per me), è che scarseggia un po’ il cinismo. Sarà per la prossima volta. A diventare perfidi d’altronde c’è sempre tempo.

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