Recensione a cura di Dario Brunetti
Dopo i romanzi Almeno non questa notte e Lo hijab mancante, torna lo scrittore milanese Roberto Pegorini con il terzo capitolo della serie dedicata all’ispettore Valerio Giusti dal titolo Non esiste alcun destino, uscito per Todaro editore.
In quest’opera Pegorini mette a nudo le fragilità del suo protagonista, che si troverà davanti a una scelta impossibile: restare fedele ai propri doveri di uomo di legge o effettuare una corsa contro il tempo per salvare la sua ragazza?
Valerio Giusti mostra il suo lato vulnerabile assecondando i ricatti di un pericoloso criminale per non lasciare la sua ragazza in balia del suo tragico destino; ma al tempo stesso vuole mantenere quell’integrità morale e il forte senso di rispetto della giustizia.
L’uomo non può vivere una condizione da lupo solitario e deve affidarsi alle capacità dei suoi più fedeli collaboratori: la sovrintendente Melissa Gardini, con la quale in passato ha avuto una relazione sentimentale interrotta consensualmente da entrambi, ma sempre provvidenziale nell’aiutarlo; Mirko Bettoni, noto a tutti come Nerd, che non è un poliziotto votato all’azione, ma si dimostra invece un vero talento dell’informatica, riuscendo a districarsi con estrema facilità nel mondo del web e mettendosi sulle tracce dei ricattatori e infine David Egger, un giovane agente di Bolzano, pronto nelle operazioni di polizia, che ha una relazione segreta con Melissa Gardini, ex fiamma dell’ispettore.
Non esiste alcun destino è un romanzo costruito attraverso uno stile chirurgico e una caratterizzazione minuziosa dei suoi personaggi, che si colloca a metà tra un noir psicologico e un thriller ad alta tensione; questo connubio ben riuscito favorisce il buon sviluppo della trama e catalizza l’attenzione del lettore grazie a una suspense ben gestita, riuscendo ad alternare l’adrenalina dei protagonisti al dilemma morale che coinvolge Valerio in prima persona.
Inoltre, lo scrittore milanese esplora la periferia della sua città, volgendo uno sguardo attento al mondo degli invisibili e a una società che li relega ai margini.
Milano è una città che corre troppo in fretta e molto spesso si dimentica dei più deboli, ed è proprio questo spaccato sociale che Pegorini affonda le radici di un dramma morale che non è solo dell’ispettore Giusti, ma che in fondo riguarda un po’ tutti noi.


