Nella casa dei segreti
C’è una sola regola. Non guardare dietro le porte chiuse Dall’autrice del bestseller Una di famiglia Dopo aver perso il precedente impiego, Millie ringrazia la sua buona stella quando viene assunta senza referenze da Douglas Garrick, un ricco specialista nel settore delle tecnologie, per tenere in ordine lo splendido attico con vista sulla città e preparare invitanti pasti in una modernissima cucina. C’è un’unica condizione: non deve interagire con Wendy, la moglie di Douglas, che è malata, risiede nella camera degli ospiti e non può essere disturbata per nessun motivo. Millie accetta ma ben presto capisce che qualcosa non va in quella casa e che non è tutto oro ciò che luccica: sente Wendy piangere e rinviene strane macchie di sangue sulle sue camicie da notte quando fa il bucato. E così un giorno non può fare a meno di bussare alla porta della stanza degli ospiti. Quando si apre delicatamente, quello che vede all’interno cambia tutto… Non ci sono segreti che non possono essere svelati per Millie. Una nuova casa, una donna misteriosa e un’inquietante verità.
Il thriller di cui tutti parlano

Che dire? 282 pagine da cui è impossibile staccarsi. Leggi e ti rendi conto che è necessario riavvolgere il filo di quanto hai letto. Arrivi alla fine e se fai mente locale rispetto a quanto letto, qualcosa non torna. Il tutto ruota attorno ad aspetti prevalentemente, definibili psicologici. Ed è proprio la psicologia, quella sociale, che è il riferimento da tenere a memoria in quanto leggiamo. Millie, l’addetta alle pulizie, con precedenti penali che il cosiddetto “cv”, certamente non aiuta a fare punteggio. Una storia sul femminicidio, in cui chi investiga, la polizia, ribalta l’essere aggredita dall’essere aggressore; ma soprattutto cosa c’è dietro le violenze che si succedono una dietro l’altra.

Una Millie, sulla quale si svolge il tutto, che impersona tutte le donne che non accettano di subire, che non accettano che la paura possa prendere il sopravvento, mai arrendersi senza lottare: un riferimento al quale non sottrarsi. Millie: una vita sull’orlo del baratro, la precarietà del vivere come modalità dell’esistenza. Ma McFadden oltre al femminicidio, ci mette di fronte a cosa voglia dire il potere dei soldi.

Comunque, come detto all’inizio, arrivi a metà lettura e tutto cambia. In conclusione: è incredibile la capacità di McFadden nell’addentrarci a capire cosa vuol dire avere a che fare con una doppia personalità.

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