Milano disillusa
1978, Piccolo Teatro, Milano. Lo spettacolo che si presenta di fronte al commissario Negri è davvero inaspettato: in un teatro silenzioso, buio, in un clima surreale, in una teca di vetro piena d’acqua, un uomo era fermo immobile a testa in giù con gli occhi sbarrati ormai privi di vita. In un’Italia e una Milano sconvolte per il rapimento di Moro e l’omicidio di Fausto e Iaio, il commissario Negri annota tutto sul suo taccuino, dove prendono vita osservazioni, indizi e spunti che diventano la narrazione di eventi drammatici e comici, più complicati di come la superficie li presenti, come sempre accade, in una Milano nera, esoterica, disperata, in cui la magia e lo spiritismo sembrano diventate l’unica via d’uscita possibile, oltre ogni razionalismo. Tutti i personaggi, dal vice commissario Palamara, all’ispettore Coviello, fino all’amico di bevute Beppe, detto l’africano, ruotano come in un caleidoscopio di pensieri del Negri che di punti fermi ne ha davvero pochi: la passione per la sua bella Milano, i panini salamellamaionese-tutto del Frank e, soprattutto, la passione per il suo Negroni “alla Negri” che solo il Nino sa fare.
1978, un’indagine del commissario Negri

 

Milano ha un nuovo pulotto, il commissario Negri. Nella migliore tradizione investigativa veste male, fuma peggio, beve troppo e ha un passato doloroso con cui convivere.
Un giallo piacevole che vi terrà compagnia per una giornata intera riportandovi alla fine degli anni ’70 e strappandovi sicuramente più di un sorriso.
Buona lettura.

 

 

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