Non è facile incontrare il commissario De Luca e avere con lui un rapporto sereno perché è innanzitutto un uomo d’altri tempie poi è un poliziotto, uno bravo. Uno di quelli che quando indaga non lo fa per trovare il colpevole, ma lo fa perché vuole scoprire la verità anche se la ricerca della verità può comportare rischi, ambiguità e azioni occulte. In L’inverno più Nero De Luca si trova ad affrontare tre casi contemporaneamente e ad indagare per forze diverse in contrasto fra loro. Ma il contrasto è solo apparente perché la trama sebbene molto ingarbugliata inizialmente, pian piano si scioglie e fa emergere una storia della città di Bologna che difficilmente è possibile immaginare: la Bologna del 1944 è una città che dopo i bombardamenti, vede gli abitanti rientrare dalle campagne, animali compresi, ed è una città abitata da tedeschi e da profughi la cui convivenza è tesa e difficile. La sensazione che si ha leggendo questo romanzo è più che mai quella di essere uno spettatore in attesa di capire o scoprire ciò che avverrà dopo. Lo stesso De Luca è sfuggente, quasi timoroso forse proprio per la sua vita e nonostante Lucarelli abbia cercato nel tempo di creare familiarità tra lettore e protagonista, in questo romanzo il commissario è diverso. Lucarelli ha intriso la trama di storia come se conoscere quanto avvenuto nella Bologna della Seconda Guerra Mondiale fosse fondamentale per comprendere il De Luca che cronologicamente è protagonista degli altri romanzi ambientati negli anni successivi. L’inverno più nero è sicuramente un grande romanzo più storico che giallo e la penna non poteva che essere quella raffinata e attenta mano di Carlo Lucarelli.

Thriller
Stephen King ci ha abituati alla sua uscita annuale, puntuale come un orologio svizzero e gradita come un riuscito dono di Natale. In questo 2025,

