Cito subito tre scrittori divenuti famosi nel panorama italiano Malvaldi, Pandiani e De Giovanni, per dire che, ormai, portare avanti un cosiddetto doppio binario, cioè affiancare ad una serie ormai affermata una novità è un qualcosa che si sta diffondendo. A quelli citati dobbiamo aggiungere Paolo Roversi che al giornalista hacker con l’inseparabile vespone giallo del ’74, ha messo mano e penna e tirato fuori il commissario Botero, Roversi ci sta abituando, fortunatamente in positivo, all’alternarsi dei due. In questo caso abbiamo a che fare di nuovo con Radeschi. Entriamo quindi a parlare de “L’innocenza dell’iguana “: il noto conduttore radiofonico,affetto da complottiamo, Michele Carras e l’imprenditore, nel settore auto di lusso, Giovanni Fontana finiscono, in pieno centro a Milano, sotto il fuoco proveniente da un sicario in moto. Il secondo morirà. In questa nuova indagine, imperniata su chi dei due è il bersaglio del sicario,e quindi uno è stato un effetto collaterale, condotta da Radeschi, ritroviamo tanti di coloro presenti nei precedenti a partire dal “ danese “ con le sue massime al vicequestore Sebastiani con il suo pessimo umore quando un’indagine non decolla, e questa è proprio una di quelle, sospettoso di chi risponde troppo in fretta alle accuse mosse. Come del resto troviamo l’immancabile mafia russa, il traffico di droga compreso il captagon, la “ droga dei soldati “, storie di broker di chi si arricchisce sulle disgrazie altrui, l’autosalone per riciclare denaro sporco e per restare ai giorni nostri a fare da sfondo la guerra in Jugoslavia. Una indagine con piatti squisiti: dalle “ sarde in saor “ ai “ cicchetti di pesce “, al baccalà alla vicentina; un Radeschi, un “ pennivendolo a cottimo “ che filosofeggia sull’esistere con il suo “ MilanoNera “, ormai in fase di decollo nel circuito dei portali specifici, e che non risparmia critiche al vetriolo verso i giornalisti, accusati di superficialità e di mancanza di volontà nel trovare l’eventuale colpevole a beneficio del fatto che il caso possa durare a lungo per poterci scrivere ad oltranza e che se per una settimana non avvenissero omicidi il 90% dei giornali cartacei ed online scomparirebbe, non è necessario pubblicare ciò che è vero ma bensì ciò che può incuriosire. Se tanto mi da tanto, il prossimo di Roversi sarà un nuovo appuntamento con il commissario Botero, nonostante i prossimi 20 anni del vespone.
TRAMA Non lo direste mai, incontrandoli per strada in un giorno d’estate a Torino. Non indovinereste che sono quattro ex detenuti fuggiti dalla Francia. Dal

