Le ombre del ’44
Settembre 1944: Boccadoro si trova di fronte a un caso raccapricciante, un’intera famiglia – cane compreso – rinvenuta sterminata in un appartamento di Albaro. Ma il commissario affronta le indagini di petto e, in tempi brevissimi, gravi indizi portano a un arresto. Negli stessi giorni, a Calice Ligure – dove sono sfollati la moglie e i figli minori di Boccadoro – tre giovanissimi sono condannati alla fucilazione per rappresaglia: qualcuno li sottrarrà al loro destino? Nel mese successivo una terribile tragedia sconvolge la città: un treno tedesco carico di munizioni, ricoverato in una galleria nei pressi della Lanterna, esplode provocando il crollo della soprastante collina di San Benigno e la morte di migliaia di persone. Anche questo caso viene rapidamente risolto: la Guardia Nazionale Repubblicana attribuisce la responsabilità a un fulmine. Dunque si è trovata soluzione per entrambe le stragi? Mentre Mussolini, insediato col suo governo repubblichino sul lago di Garda, incarica una sua guardia del corpo di una delicata missione e Boccadoro – tormentato dai dubbi – riapre le indagini sul triplice omicidio, viene arrestato un “bandito” che porta in tasca… Man mano che si leggono i romanzi dell’autore ambientati durante il fascismo (questo è l’ottavo), oltre ad apprezzare l’intrecciarsi di storie con la Storia risalta l’umanità dei personaggi, specie in Boccadoro, di cui – ci parla in prima persona – sentiamo palpitare cuore e pensiero, determinazione e perplessità. Non solo: il clima di tensione che si doveva percepire allora a Genova è palpabile, come lo sono i riferimenti al tempo che trascorre e svanisce lasciandoci spesso sgomenti.
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Le ombre del 44 è il nuovo romanzo noir dello scrittore genovese Armando d’Amaro uscito per la Fratelli Frilli editori, ottavo capitolo dedicato al personaggio del commissario Boccadoro.

Ci sono sogni interminabili, messaggi premonitori che fanno parte del nostro subconscio legati spesso a conflitti interiori mai risolti, a stress, ansie e paure, un po’ quel che sta vivendo il commissario Boccadoro che viene svegliato improvvisamente da un boato.

Non è la fiammata provocata dal Vesuvio che sta eruttando come nel sogno in cui era stato catapultato, ma sembrerebbe un’esplosione di una bomba che ha fatto tremare i vetri e che ha allarmato anche sua figlia Giulia e invece si tratta solo di un fulmine dopo un incessante temporale. Sarà davvero così?

Ma prima che la giornata riprenda e releghi Boccadoro e sua figlia Giulia ai loro rispettivi compiti di commissario e di studentessa universitaria è indispensabile fare una buona colazione con delle fette di pane con la gustosa marmellata preparata della nonna. Sono dolci momenti in cui la famiglia Boccadoro è riunita e ritrova il calore di casa e non si può fare a meno di viverli con intensità perché a Genova il pericolo è sempre in agguato.

Quando Boccadoro arriverà in Questura si troverà davanti il suo fido collaboratore Beccaccini e gli parlerà del suo sogno mentre passeggiava alle falde del Vesuvio e di un boato che l’ha svegliato.

Dal sogno alla realtà il passo è breve perché quel boato corrisponde a una vera e propria catastrofe; vicino al porto, nel tunnel ferroviario Passo Nuovo è esploso un treno carico di munizioni. Come se non bastasse ad Albaro si è compiuta una vera e propria strage, un’intera famiglia è stata sterminata senza risparmiare il loro cane.

Un omicidio brutale e di un’efferatezza inaudita che porterà Boccadoro e Beccaccini a essere impegnati in una duplice inchiesta.

È il 1944, e Genova è sotto il controllo delle forze tedesche e della RSI (Repubblica Sociale Italiana). Avrà luogo la strage della Benedicta nell’aprile del 1944, un terribile eccidio da parte dei nazi-fascisti compiuto ai danni delle forze partigiane che in un secondo momento intensificheranno la loro attività di Resistenza con delle compagini delle Brigate Garibaldi sia sull’Appennino Ligure che nelle città dove saranno organizzate azioni di sabotaggio.

Le ombre del 44 non è solo un noir di pregevole fattura, ma un’opera di grande rilievo che segna una delle pagine più importanti della storia del nostro paese. Boccadoro è la voce narrante ed è il protagonista indiscusso di un filone narrativo ben realizzato che si avvale di una documentazione storica rigorosa offrendo una panoramica esaustiva sulle vicende drammatiche di quel periodo.

Rilevante sarà la figura imponente di Benito Mussolini all’interno della storia, dove darà mandato a una sua guardia del corpo di occuparsi di una missione complessa quanto delicata e inoltre sarà impegnato nella sua relazione con Clara Petacci che metterà a repentaglio la vita sentimentale con sua moglie Rachele Guidi.

Un romanzo che gode di un ottimo intreccio narrativo in cui il livello di tensione gioca un ruolo fondamentale all’interno della storia rendendolo tangibile al lettore, il nostro protagonista avvertirà sempre più quel senso di pericolo e di paura interiore che lo faranno sentire inerme di fronte a eventi di forte impatto. Avvertirà l’impellente necessità di ritrovare quelle poche ore da trascorrere con Elena e i suoi figli magari sognando Napoli e risvegliandosi col dolce aroma di un ottimo caffè.

Buona lettura!

 

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