Le cose dell’orologio
Una governante, un capostazione, la battagliera signorina Piccionetti, innamorata segretamente del maresciallo dei Carabinieri, un meccanico disonesto e altri personaggi – e circostanze – all’apparenza stravaganti: ecco chi e cosa ruota attorno alla confessione, forse inverosimile, forse no, di chi ha deciso di rubare l’orologio di una stazioncina ferroviaria, senza però aver tenuto conto del proprio passato. Tutta gente che mette in atto le proprie aspirazioni a prescindere dalle conseguenze; persone che non riescono a resistere alle proprie manie. Una storia grottesca, con un pizzico di filosofia spicciola, dalle tante verità. Prefazione di Gaia Conventi.
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Recensione a cura di Elio Freda

Le cose dell’orologio, di Mario Borghi è un racconto lungo o un romanzo breve, una storia che oscilla tra realtà e sogno, tra prosa e poesia. E’ una possibilità che andrebbe valutata o una certezza basata sul dubbio.

Non sono malato ma forse contagiato.

Ok la smetto. Le cose dell’orologio è un lavoro originale e veramente gradevole da leggere, una storia narrata dai personaggi che la vivono, e che la narrano ciascuno a modo suo, con la chiarezza e la confusione necessaria che li contraddistingue.

Tra un sorriso a denti stretti e una riflessione approfondita, le pagine scorrono via veloci lasciando un retrogusto dolce-amaro.

Io vi consiglio di leggere questo libro che per me è stato come prendere un treno in partenza dalla stazione di una città imprecisata, ad un orario imprecisato (perché hanno rubato l’orologio della stazione) per rendermi conto solo all’arrivo che il viaggio è stato piacevole e che, tutto sommato vedendo dove sono arrivato, ne è valsa la pena.

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