Genere:
La vacanza del commissario Maugeri
Nell’estate del 1947 il commissario Maugeri decide di passare due settimane di vacanza con la sua famiglia, in una località della Val Brembana dove è stato partigiano durante la guerra. Purtroppo però non è destino che il nostro commissario possa trascorrere delle ferie tranquille: le parole di un ubriaco, l’incontro con una ragazza in bikini, una vedova che piange ancora il marito misteriosamente scomparso e il ritrovamento di un cadavere lo coinvolgeranno in una delle sue inchieste più complesse. Sullo sfondo, le montagne e i suoi sentieri, le malghe con il bestiame, l’osteria dove ci si ritrova per un bicchiere di vino o un piatto di polenta. E tante storie legate al conflitto mondiale appena terminato.
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La vacanza del commissario Maugeri è il nuovo giallo di Fulvio Capezzuoli uscito per Todaro editore.

Siamo nel 1947, nel mese di luglio e la guerra è terminata da poco e il commissario Maugeri ha deciso con la sua famiglia di trascorrere due settimane di ferie in Val Brembana dove ha combattuto da partigiano. Ferie meritate per restare finalmente con la moglie Giovanna che per il suo lavoro non vede quasi mai e con suo figlio Giacomo, che sotto consiglio medico ha bisogno di andare fuori città e respirare aria salubre, dopo le numerose malattie contratte nel corso del suo anno scolastico.

Il clima che si respira in Val Brembana sarebbe davvero favorevole per la famiglia Maugeri, soprattutto per il piccolo e gracile Giacomo, se non fosse che la pazienza del suo papà commissario verrebbe messa ancora una volta a dura prova. Le sue capacità investigative ormai sono note alla gente del posto, in particolare al maresciallo Acampora della stazione dei carabinieri di Piazza Brembana che lo chiama in causa per interessarsi di un caso archiviato.

Trattasi di un certo Aurelio Renzoni, emigrato in Francia nel 1937 e improvvisamente scomparso nel nulla. Dopo un anno, in un canalone viene ritrovato un corpo privo della mano sinistra, si pensa che sia il Renzoni ma il caso passa agli archivi. Saranno tre lettere anonime a gettare qualche spiraglio di speranza alla povera Caterina che a quei tempi denunciò la scomparsa di suo marito Aurelio.

Intanto viene trovato il cadavere del Pinin, un uomo col vizio dell’alcol e costantemente ubriaco.

Ma c’è un collegamento tra le tre le lettere anonime e l’uccisione del pover’uomo?

Qualcuno ha messo a tacere per sempre il Pinin, proprio nel momento in cui era venuto a conoscenza di qualcosa che potesse far riaprire le indagini sulla scomparsa del Renzoni.

Resterà il fatto che la sua morte aprirà dei nuovi scenari sul caso e importanti piste da seguire da parte degli inquirenti, nel frattempo le vacanze del povero Maugeri sono state rovinate e a farne le spese sarà lui stesso, con la moglie Giovanna e il piccolo Giacomo.

La guerra appena conclusa sarà legata all’indagine, l’ottimo Capezzuoli attraverso la sua eleganza di narratore sa ricostruire e amalgamare al tempo stesso una trama piena di intrighi e sotterfugi dove il mistero incombe sulla vita dei personaggi di questo imperdibile giallo.

Rivivremo anche il passato del Maugeri che l’ha visto partigiano, proprio come il suo vecchio compagno Lupo.

Ricordi del passato che affiorano attraverso un caso che dopo tanti anni si riapre e getta nuove ombre sui personaggi della storia.

La piccola località di Roncobello, un paesino situato nella valle del torrente Valsecca sarà l’ambientazione suggestiva del romanzo. Una valle con i suoi innumerevoli borghi e con quei sentieri nascosti nel verde alla presenza delle cime alpine, luogo ideale per una vacanza fuori porta che alla famiglia Maugeri serviva per staccare finalmente dalla quotidianità.

Il commissario Maugeri ancora una volta porterà il caso alla sua risoluzione che servirà a mettere luce su una storia con un finale dal retrogusto amaro dove forse a farne le spese come in parecchi gialli (almeno quelli scritti con maestria) sarà il personaggio che il lettore meno si aspettava. Questo aspetto va messo in evidenza per esaltare in maniera doverosa le doti di Capezzuoli che è riuscito a fornirci una trama dove i tasselli troveranno il loro giusto incastro.

Una prova maiuscola da sottolineare che getta assolute certezze su un giallista capace di dare spessore e profondità ai suoi romanzi.

 

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