La strada giovane
Nino, giovane panettiere siciliano, viene catturato dopo l’8 settembre. Dell’armistizio non ha capito granché, credeva che i tedeschi lo rispedissero a casa dalla sua famiglia, nelle Madonie, invece quel treno lo ha portato in un campo di prigionia oltre le Alpi, a patire fame, freddo e paura. Nino è un IMI, un internato militare, senza nemmeno i diritti di un prigioniero. Qualche conforto gli viene dall’amicizia con Lorenzo, un giovane toscano spigliato, che con lui lavora nelle cucine governate dal Piemontese, un gigantesco macellaio. Insieme, i tre colgono l’occasione dello scompiglio per i festeggiamenti di capodanno del ’44 per fuggire. Ma fuori il freddo, la fame e la paura non mordono meno: orientarsi non è semplice, trovare cibo e riparo è un’impresa, e la gente è terrorizzata e feroce. La Sicilia sembra irraggiungibile e Nino lascia sul terreno, chilometro dopo chilometro, innocenza e giovinezza. Eppure, a sorreggerlo nel suo interminabile viaggio attraverso i territori occupati dai nazisti, dove combattono le bande partigiane e continuano i bombardamenti, e poi nella devastazione di un Sud martoriato dall’avanzata degli Alleati, c’è il ricordo della bellezza, il calore degli affetti. Mentre si nutre con le lumache rosse che emergono dal terreno dopo la pioggia, emergono anche le sue memorie: la festa del Santo a Ferragosto, il profumo di burro e vaniglia dei biscotti preparati dal padre, il sapore dei babbaluci in umido, l’emozione della Targa Florio, la celebre corsa automobilistica. E il calore dei baci di Maria Assunta che, forse, lo sta ancora aspettando e che lui desidera riabbracciare a ogni costo. Ispirato a una storia familiare, “La strada giovane” è il primo romanzo di Antonio Albanese, che rivela un talento per la narrazione tesa, a tratti drammatica, venata di tenerezza. Nino è un protagonista struggente e vero, di cui è impossibile non innamorarsi.
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felix77
Penna Leggendaria
Dario Brunetti
Vivo a Palese frazione di Bari e lavoro in un’importante società di assicurazioni, occupandomi del ramo sinistri Collaboro da più di quattro anni per tre blog letterari Giallo e cucina, Un libro di emozioni e la gilda dei lettori, scrivendo recensioni e intervistando autori. Da agosto del 2021 ho condiviso un progetto letterario con undici autrici italiane che si sono contraddistinte nel corso degli anni nel panorama letterario Si tratta di un’antologia di racconti dal titolo Noir in abito da sera uscito per la Damster edizioni di Bologna. Da curatore dell’antologia ho dato ampio spazio alle autrici di decidere quali vesti far ricoprire la figura della donna cercando di darle maggiore risalto nel bene o nel male: da commissario di polizia o investigatrice, vittima o carnefice. Con la Damster edizioni nelle persone di Katia Brentani e Massimo Casarini abbiamo deciso di devolvere parte del ricavato alla Sos Violenza contro le donne di Bologna. L’antologia è stata presentata nel suo giorno di uscita nel Maggio 2022 nell’evento Giallo Festival, dove hanno partecipato con me quattro autrici dell’antologia e ha presenziato la presidente dell’associazione violenza contro le donne di Bologna nella persona di Francesca Chiaravallotti che insieme a Valentina Ferri ne ha curato la prefazione. L’altra prefazione è stata curata da me con l’introduzione dell’antologia. Nel settembre del 2023 è uscita sempre per la Damster è la mia seconda antologia di racconti condivisa con diciotto autori/trici emiliani dal titolo Sound Crime della quale sono curatore; ho scritto una delle due prefazioni, la seconda è a cura del bassista Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers.

La strada giovane è il romanzo d’esordio del regista, attore, comico e scrittore Antonio Albanese uscito per Feltrinelli editore.

Capita spesso sin da piccoli di ascoltare delle storie che appartengono a un passato molto lontano e noi facciamo fatica a percepirle e a renderle nostre, le parole le riusciamo a malapena a decifrare; ed è un po’ quel che è accaduto ad Antonio Albanese che attraverso quest’opera si è ispirato a una storia familiare.

Il protagonista è Nino, un giovane panettiere siciliano che viene catturato l’8 settembre dai tedeschi.

L’illusione del giovane sta nel pensare di fare ritorno a casa nelle Madonie e ritrovare la sua famiglia, ma sarà solo l’inizio di un interminabile incubo. Un treno condurrà Nino oltre le Alpi e diventa un internato militare, farà i conti con il freddo, la fame e soprattutto l’orrore di cui sarà spettatore.

Nei mesi di prigionia farà amicizia con un giovane Toscano di nome Lorenzo e insieme lavoreranno nelle cucine del gigantesco macellaio, noto come il Piemontese.

Approfitteranno dei festeggiamenti della notte di Capodanno del 44 per fuggire grazie alla provvidenziale mappa di Lorenzo, ma la fuga si trasformerà in un’ardua impresa ai limiti dell’impossibile, i tre andranno incontro al freddo, alla fame e al pericolo che un tedesco possa sbucare all’improvviso.

Per Nino raggiungere la Sicilia sarà il viaggio della speranza. Riuscirà nella sua impresa?

Un romanzo magistralmente narrato per raccontare un potenziale eroe dei nostri giorni che attraverso il suo coraggio sfida la paura affinché gli venga restituita la pace e la tranquillità di quel borgo che gli possa far ritrovare i suoi genitori e il calore di sua moglie Maria Assunta. Per Nino dopo aver visto molti prigionieri cadere, rinuncia a fidarsi del prossimo, che siano tedeschi, partigiani o briganti, va incessantemente avanti per la sua strada.

Una storia memorabile che ci fa innamorare del suo protagonista, il lettore ha bisogno di immedesimarsi nel giovane panettiere, vivere in simbiosi le sue avventure o disavventure.

La strada giovane è un romanzo di formazione necessario per le nuove generazioni che riesce a far combinare tre elementi che saranno imprescindibili: il dramma, per l’impatto feroce di alcuni episodi narrati, la tensione, per il pericolo che è sempre in agguato pronto a colpire inesorabile e infine la tenerezza che sta in quel sentimento genuino che sta nell’abbraccio e il ritrovo dell’affetto dei propri cari e di un paese che non aspetta nient’altro il ritorno di quei giovani partiti e forse mai più tornati.

Ma come si dice: “la speranza non è mai l’ultima a morire”.

E Nino non è solo un ragazzo sano e pulito d’animo, ha una forza interiore e vorrebbe tornare a mettere le mani in quell’impasto per dare forma e consistenza al pane proprio come suo papà gli ha insegnato o a quei biscotti che donava con delicatezza alla sua amata Maria Assunta.

Albanese si avvale di una prosa lineare ed evocativa per raccontarci una storia avvolgente e intensa che affoga nella cruda realtà della guerra, ma al tempo stesso, ci restituisce quella profondità del lato umano che sa di bontà e che vive nel dolce ricordo della bellezza.

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