Recensione a cura di Dario Brunetti
Torna Alessandro Reali con la coppia di investigatori Sambuco & Dell’Oro in un nuovo romanzo dal titolo La signora con il cagnolino bianco uscito per la Fratelli Frilli editori.
Pavia è ancora una volta l’ambientazione suggestiva che accoglie i suoi noir ed è una provincia che spicca per il suo patrimonio artistico, per la natura e i suoi paesaggi e per la gastronomia.
Questo nuovo capitolo ci porta indietro nel tempo e precisamente agli inizi degli anni 90 che segneranno il fenomeno Tangentopoli con una delle inchieste che decideranno le sorti di molti politici e imprenditori. L’inchiesta di Mani Pulite vedrà protagonisti il pool del tribunale di Milano di cui faranno parte Francesco Maria Borrelli coordinatore assieme al procuratore aggiunto Gerardo D’Ambrosio e dai Pm Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Pier Camillo Davigo, Tiziana Parenti, Ilda Boccassini, Francesco Greco e Armando Spataro.
Reali inquadra il suo noir in un periodo storico che avrà un notevole impatto dal punto di vista mediatico e che decreterà la fine della Prima Repubblica.
Prima di introdurre il testo ancora oggi sono tutt’ora un mistero i suicidi legati al manager Sergio Castellari avvenuto nel 1993, il cui corpo fu rinvenuto su una collina a nord di Roma in località Monte Corvino. Al direttore generale del Ministero delle Partecipazioni Statali, dopo aver ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Roma gli erano stati sequestrati nella sua villa dei documenti sottratti da lui stesso dall’archivio del ministero. La scena del crimine presenterà una dinamica poco chiara agli inquirenti da far supporre che non si sia stato trattato di suicidio, ma bensì di omicidio. Il caso sarà archiviato come suicidio ma ancora oggi sorgono forti dubbi.
Stessa identica sorte toccherà all’imprenditore Raul Gardini che si è sparato con un colpo di pistola nella sua lussuosa casa di Milano. Coinvolto nella vicenda Enimont, fu trovato morto il giorno prima di finire in carcere. Anche qui la dinamica del suicidio presenterà le sue incongruenze. Se l’uomo si è sparato come mai la pistola è sul comodino?
Il suo maggiordomo preso dalla foga e dallo spavento dirà che l’ha spostata a un rammaricato Antonio Di Pietro. La morte di Gardini sarà archiviata come suicidio.
Un suicidio imperfetto come lo denominerà Fabrizio Spagna nel suo libro uscito per Castelvecchi nel 2013.
Dalla realtà alla fantasia il passo è breve per ricordare degli eventi che fanno parte della storia del nostro paese, al quale un pool investigativo ha cercato di dare una scossa fondamentale alla politica italiana collusa con l’imprenditoria.
Era doveroso fare questa lunga premessa per introdurre il noir di Reali che verte su queste tematiche e che vede protagonisti la coppia di investigatori indagare sulla strana morte dell’architetto e politico Ennio Serempiocca e del brutale omicidio di Lucia Raimondi, una prostituta con la quale l’uomo sembrava avere una relazione.
La sorella di Ennio, Matilde (la signora con il cagnolino bianco) ex professoressa di liceo si è recata nell’ufficio di Sambuco & Dell’Oro per affidare una complessa indagine ricca di misteri e trame oscure.
Dietro la figura di Ennio, politico socialista accusato di corruzione si aggireranno dei loschi individui pronti ad intervenire al momento opportuno e soprattutto quando i due investigatori entreranno in azione.
Il romanzo avrà un ritmo serrato e adrenalinico e saprà regalare al lettore la giusta dose di suspense come il buon giallo richiede.
Reali alterna il suo stile di narrazione passando da una prosa poetica e delicata quando ci fa rivivere con le sue descrizioni le ambientazioni, i luoghi e i paesaggi che saranno l’incanto di una cornice particolarmente attraente del romanzo a quei dialoghi dinamici, immediati e a volte crudi e di impatto che danno forza e vigore a una storia che affronta una realtà quotidiana.
Ritroviamo la coppia di investigatori, il calmo e riflessivo Gigi Sambuco e lo strampalato, pasticcione e infedele Selmo Dell’Oro sempre pronto a collezionare guai, seppur così diversi riescono a portare a termine con determinazione gli incarichi affidati. Questa volta sarà più dura del solito, eppure ce la faranno!
Ogni romanzo potrebbe avere la sua colonna sonora e c’è un brano dei Modena City Ramblers dal titolo Quarant’anni pubblicata durante il 1993 nell’album Riportando tutto a casa.
Il testo della canzone critica aspramente la Prima Repubblica italiana mettendo in evidenza la corruzione e il potere della mafia e della massoneria che hanno influito sulla nostra società e sulle istituzioni.
Buon ascolto!


