Recensione a cura di Dario Brunetti
La linea del pudore è il nuovo romanzo noir di Giuseppe Scaglione uscito per Les Flâneurs edizioni. Ritroviamo il commissario Andrea Lamparelli coadiuvato da uno dei suoi più fidati colleghi l’ispettore Cascella, indagare sull’omicidio di Loredana Greco. La giovane ambientalista aveva raccolto del materiale scottante inerente ad un affare di speculazione turistica nel quale è coinvolto un noto imprenditore.
Il suo corpo è stato trovato in una lussuosa villa della cosiddetta Bari bene da Rossella Loglisci che la ospitava per rendere un favore a una sua amica di famiglia, a quei tempi proprio Loredana ottenne un incarico come ricercatrice alla facoltà di medicina veterinaria.
Sospettato della morte di Loredana è Gianvito Amoruso, marito di Rossana, un uomo sfuggente e da un passato oscuro. Gli inquirenti escludono la pista di un tentativo di furto per mancanza di segni di effrazione nel luogo dov’è avvenuto il crimine.
All’omicidio di Loredana ne seguirà un altro e allora vien da chiedersi ci sarà un filo conduttore che li lega?
L’indagine della stessa Loredana aveva preso una piega troppo pericolosa da diventare troppo scomoda per qualche persona al di sopra di ogni sospetto?
Scaglione ci narra una realtà vivida, pulsante che coinvolge il territorio barese dove regna una politica collusa con la criminalità organizzata che mette in serio pericolo il suo tessuto sociale ed economico.
Una corruzione dilagante che non solo tocca politici, ma anche uomini che rappresentano la legge, come giudici e forze dell’ordine e per finire imprenditori locali.
Un vero e proprio impero del crimine che si occupa dal traffico di stupefacenti alla prostituzione minorile, dalle rapine all’usura.
La linea del pudore è un noir di ottima fattura molto ben costruito che gode di un intreccio narrativo stilisticamente perfetto e di alta qualità. Lo scrittore barese, attraverso una storia di fantasia ci offre delle chiavi di lettura tangibili. Dietro a un finto perbenismo si cela il lato oscuro del male che serpeggia infimo e che scende a patti con il diavolo e proprio i soldi ne rappresentano lo sterco, per citare un aforisma usato da uno dei padri fondatori della Chiesa cristiana, San Basilio Magno, per poi essere usato ancora oggi da Papa Francesco.
Scaglione caratterizza al meglio tutti i suoi personaggi, ci svela le zone d’ombra di una Bari indolente proprio come la nostra società ormai passiva e anestetizzata che fa fatica a reagire, ma c’è ancora qualcuno che crede fermamente nella giustizia come il commissario Lamparelli, disposto ad andare avanti e a sfidare la criminalità organizzata e a dare soprattutto una speranza soprattutto ai più giovani proprio come Loredana, una ragazza che voleva realizzare i suoi sogni e aspirazioni e a lottare per qualcosa in cui crede per dare a questa società un futuro migliore.


