Recensione a cura di Edoardo Todaro
Il tutto inizia con un metronotte che trova, anzi scopre, il cadavere di una ragazza in una fontana. Da qui, attraverso il commissario Russo, parte un’indagine/inchiesta su quanto attraversa l’Italia negli anni ‘60/’70. “ Filocinesi “ movimento studentesco; gli scontri per i fatti di Battipaglia. Battipaglia? Licenziamenti allo zuccherificio, e la popolazione reagisce con decise proteste, alle quali risponde la polizia, che spara ed uccide 2 manifestanti. La Statale, il carcere di San Vittore in rivolta per sostenere la riforma, prossima ventura, la contestazione alla prima della Scala. Tanti avvenimenti, senza ordine cronologico, che fanno capire il clima, il contesto, esistente in quegli anni. La Milano in via di trasformazione, anche dal punto di vista “ illegale “ con un mondo che si avvia alla fine, con la guerra per il controllo del territorio tra contrabbandieri di sigarette e spacciatori da una parte e dall’altra le bombe che esplodono dovunque con gli anarchici come capro espiatorio. La Milano della contestazione, con “ Mondo Beat “, “ Barbonia City “,l’ex hotel occupato divenuto ritrovo per studenti, senza casa ecc… . Questo è il contesto nel quale cerca di fare il punto il commissario Russo, una Milano, e non solo lei, in cui va in atto una vera e propria caccia alle streghe. Indagini che, rispetto alla guerra tra malavitosi vanno a buon fine, quella sulla ragazza trovata nella fontana non fa passi avanti. Un commissario, Russo, che indaga al di là delle controversie politiche. E non poteva mancare il ferroviere che chissà come … precipita dalla questura. Questo libro deve essere considerato un ulteriore aiuto nel conoscere un periodo della storia di questo paese sul quale è calato, volutamente, il silenziatore che rimuove e che vuole rendere tutto uguale senza differenza alcuna.

