Recensione a cura di Dario Brunetti
La profezia degli incappucciati è un’opera letteraria uscita nel 2019 nella prestigiosa collana il Giallo Mondadori di Franco Forte aggiudicandosi il Premio Tedeschi. Nel 2025 il testo viene ripubblicato con la Fratelli Frilli editori che è per eccellenza la casa del giallo.
Villabosco rappresenta l’ambientazione immaginaria scelta dal prolifico scrittore Roberto Mistretta per i suoi romanzi dedicati alla figura del maresciallo Bonanno.
In realtà lo scrittore in Villabosco rivede la sua città in cui è nato, Mussomeli.
La città siciliana ce la immaginiamo in tutto il suo splendore grazie all’importanza del suo centro storico con quelle stradine strette e tortuose e con quell’alternanza di salite e discese possiamo visitare antiche chiese, santuari, torri, palazzi nobiliari e al dominante Castello Manfredonico.
Nei giorni dedicati alla Settimana Santa e in particolare durante i riti del Venerdì di Passione si manifesta un evento inspiegabile; Nofrio Falsaperla, governatore della Confraternità degli Incappucciati muore schiacciato dal baiardo della Veronica mentre di sta svolgendo la processione. Sembra davvero una tragica fatalità dovuta a un incidente, ma una lettera anonima ricevuta dal maresciallo Bonanno smentisce l’accaduto e rivela invece che si tratta di un omicidio pianificato a regola d’arte.
Inizia per il maresciallo Bonanno e la sua indagine serrata che subirà un brusco rallentamento a causa di un agguato ai carabinieri nel quale è rimasto ferito il suo braccio destro, il fidato brigadiere Attilio Steppani; invece a rimetterci la vita è il capitano dei carabinieri di Villabosco.
Cosa collega la morte del governatore della Confraternita Falsaperla e l’agguato ai carabinieri? Nell’effettuare delle indagini approfondite, l’agguato confermerà che dietro i riti delle confraternite e la “profezia” si nascondono affari sporchi e vendette che vanno a togliere quell’aura di sacralità che avvolge Villabosco.
Bonanno avverte il peso della responsabilità nella gestione del comando e inoltre c’è anche frustrazione e vendetta dal momento in cui hanno colpito uno dei suoi collaboratori più fidati come Steppani; diventerà essenziale la figura di Rosalia, la donna con la quale è legato dal punto di vista affettivo e che cercherà di sostenere dal punto di vista psicologico il maresciallo.
Rosalia, grazie al suo ruolo di assistente sociale supporterà Bonanno nell’indagine dandogli informazioni sulle famiglie di Villabosco. Ma chi voleva mettere realmente fuori gioco Falsaperla?
La profezia degli incappucciati è un noir ben congegnato dal punto di vista strutturale che parte con l’impostazione del giallo classico per diventare un romanzo di denuncia sociale in cui le istituzioni locali sono legate alla criminalità organizzata.
Mistretta offre una chiave di lettura molto interessante col preciso obbiettivo di puntare il dito contro il finto perbenismo nel quale si nasconde la parte illustre del paese, i cosiddetti “intoccabili”. Tra notabili, professioni e confraternite religiose si cela il lato oscuro di Villabosco.
L’acume investigativo di Bonanno porterà a scoperchiare il vaso di Pandora andando oltre le apparenze e focalizzando l’attenzione proprio sulle confraternite che non saranno solo un elemento legato alla religione ma diventano una specie di corazza per nascondere attività illecite. Le somme di denaro legate alle offerte per la chiesa o ai restauri delle opere e all’organizzazione dei riti millenari offrono il paravento ideale per il riciclaggio di denaro sporco.
I punti forti della storia sono legati alla figura di Bonanno, una sorta di antieroe, irremovibile e insofferente alla burocrazia e alle ipocrisie del potere che spesso si deve avvalere della sua tagliente ironia tipicamente siciliana per difendersi da un sistema in cui sembra prevalere la corruzione; inoltre c’è la suggestiva cornice di Villabosco che non diventa solo un semplice sfondo ma il cuore pulsante del romanzo capace di offrire al lettore quei flash back carichi di tensione.
Un’opera che consiglio vivamente di riscoprire!

