La giustizia del commissario Falchi di Leonardo Duranti
Recensione a cura di Claudia Proietti
Il nuovo romanzo di Leonardo Duranti, La giustizia del commissario Falchi (edito da Solferino), si inserisce nel panorama del noir italiano contemporaneo e ne offre una delle espressioni più viscerali e tormentate. La storia si apre in una La Spezia plumbea e sospesa, dove il commissario Falchi si trova a gestire una serie di delitti efferati che sembrano non avere connessioni logiche, a parte enigmatici messaggi, e una firma balistica, lasciati sulla scena del crimine. A legare le vittime, apparentemente distanti tra loro, è un invisibile filo rosso le cui origini risiedono in un passato remoto e nascosto.
Falchi è un eroe decadente: uomo segnato da lutti personali devastanti e perseguitato dal fantasma di un amore perduto. Con questo spirito incerto si addentra in una ragnatela di inganni, rendendosi ben presto conto che il killer, oltre a uccidere, cerca una forma distorta di “riparazione”. L’indagine di routine si trasforma rapidamente in un viaggio senza ritorno verso il cuore, malandato e marcio, di una città che nasconde segreti oscuri sepolti sotto la sua epidermide.
La storia segue una logica lineare che scandisce gli eventi come le ore di un orologio; il ritmo è serrato ma mai frenetico. Uno dei principali punti di forza della narrazione è la sua capacità di mantenere il lettore costantemente in bilico: ogni capitolo aggiunge un tassello a un puzzle che sembra comporsi da sé fino a mostrare una visione d’insieme, ma che costringe a rimettere in discussione le proprie certezze morali man mano che si procede. L’autore padroneggia perfettamente la tensione, alternando l’aspetto procedurale dell’indagine di polizia a momenti di introspezione psicologica. La precisione tecnica nel delineare gli elementi polizieschi conferisce al racconto un’autenticità stabile e solida, perfetto contrappeso all’irrazionalità del male seminato tra le pagine.
Il protagonista, il commissario Falchi, è tutt’altro che un investigatore imbattibile e sicuro di sé: il peso del suo passato e, soprattutto, dei suoi dolori, lo accompagna nella lotta contro criminali che egli stesso contribuisce a rendere più difficile da affrontare. Falchi risulta perfettamente in linea con l’archetipo del personaggio noir per eccellenza: l’uomo fallibile a cui la vita ha tolto troppo, capace di trasformare le proprie fragilità in forza. Accanto a lui, altre figure interessanti – come l’ispettrice Ferri – sono delineate con estrema cura e risultano psicologicamente convincenti. Anche gli antagonisti, ombrosi e complessi, sono più articolati dei semplici “cattivi” di turno: sono il frutto dei loro disagi e del loro doloroso trascorso, che evolvono, purtroppo, in una inarrestabile ferocia.
Il tema principale dell’opera è l’imperituro scontro tra le due sfaccettature del concetto di giustizia: manifestazione della legge e istinto primordiale di vendetta. Il quesito cardine posto da questa storia riguarda il limite che separa un servitore dello Stato da un carnefice. Dove e, soprattutto, come cercare giustizia quando le istituzioni falliscono o arrivano troppo tardi? Il romanzo considera il lutto e la memoria come catene che imprigionano l’individuo in un’inerzia spietata. Vincere quell’inerzia è l’unica speranza per andare avanti e per delineare il difficile e labile confine tra il bene e il male.
Per quanto riguarda lo stile, ciò che caratterizza il romanzo di Duranti è la capacità di passare da un ritmo serrato, tagliente e duro a un tono poetico e, in un certo senso, romantico, quando per esempio descrive il Golfo dei Poeti, per poi cambiare ancora e diventare lugubre e spettrale, quasi claustrofobico. La prosa si adatta a questo continuo mutamento e passa dall’essere meticolosa e dettagliata nei dialoghi – soprattutto negli interrogatori – a un tono solitario e introspettivo quando il protagonista si barcamena nella sua dilagante solitudine. C’è anche un’attenzione particolare agli elementi, ai sensi e alle immagini, che restituiscono appieno le sensazioni e i tormenti dei personaggi.
La giustizia del commissario Falchi è un noir intenso che, con grande cura per i dettagli e rara profondità, scava nell’animo umano e resta impresso soprattutto per la riflessione sull’etica, sull’importanza della morale e sullo spessore del suo contenuto.


