La forma del silenzio – Stefano Corbetta
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Penna Leggendaria
Manuela Baldi
Sono nata in provincia di Bolzano, parlo il Tedesco e l'Italiano da quando ho ricordi, sono e mi sento una donna di frontiera, non sono mai completamente a casa in nessun posto ma sto bene ovunque. Pur essendo nata in montagna, il mare mi piace molto e negli anni ho scoperto una certa affinità con gli/le isolane. Non mi piacciono le grandi città, non fanno per me. Ho una caratteristica particolare, leggo molto velocemente e mi ritengo molto fortunata ad avere questa capacità perché questo mi permette di leggere moltissimo. Leggo di tutto perché i libri sono parte integrante della mia vita e non potrei stare senza, ho una preferenza per i gialli/noir, sviluppata da giovanissima. Mi piacciono gli scandinavi e i sudamericani, ho iniziato con loro, poi ho seguito e seguo il noir mediterraneo. Negli anni ho letto i classici di genere, quelli che dal mio punto di vista bisogna leggere per conoscere il mondo del giallo. Quando posso leggo in lingua originale. Per compensare le lunghe ore passate a leggere, cammino molto e vado in bicicletta. Ogni tanto presento qualche libro, mi piace fare interviste. Per un paio di anni ho fatto parte della giuria di un premio letterario ma confesso che è stato pesante. Collaboro con Giallo e Cucina dal 2021, recensisco, intervisto e curo la rubrica "Detective's drink"; che partendo da una bevanda, mi permette di parlare di un personaggio seriale amante della bevanda che ho scelto. Inoltre condivido con Dario Brunetti la rubrica "Alla ricerca del libro perduto" nella quale, alternandoci, scriviamo di libri datati che hanno avuto una particolare importanza per noi, a volte sono libri molto conosciuti, altre volte meno.
La forma del silenzio – Stefano Corbetta

Trama

Leo ha sei anni. È nato sordo, ma la sua infanzia scorre serenamente. Con la sua famiglia, Leo parla la Lingua dei Segni, e quella degli affetti, che assumono forme inesplorate nei movimenti delle mani dei genitori e della sorella Anna. Ma è giunto il tempo della scuola e Leo viene mandato lontano da casa, a Milano, in un istituto che accoglie bambini come lui. Siamo ai tempi in cui nelle scuole è vietato usare la Lingua dei Segni. All’improvviso per Leo la vita diventa incomprensibile, dentro un silenzio ancora più grande di quello che ha vissuto fino a quel momento. Poi, in una notte d’inverno del 1964, Leo scompare. A nulla servono le ricerche della polizia: di Leo non si ha più notizia. Diciannove anni dopo, nello studio della sorella Anna, si presenta Michele, un compagno di Leo ai tempi della scuola. E inizia a raccontare la sua storia, partendo da quella notte d’inverno.

Recensione a cura di Manuela Baldi

Com’è fatto il silenzio, di cosa è fatto? Stefano Corbetta, l’autore ci racconta in “La forma del silenzio” una storia straziante, ci narra della disumanità del sistema scolastico (negli anni ‘60 del Novecento) nei confronti di Leo, un bambino sordo, che viene costretto all’oralismo (metodo di insegnamento della lingua parlata ai sordi, che si basa sulla lettura delle labbra escludendo l’uso della lingua dei segni.)  Scopriamo che “Parlare non è l’unico modo di comunicare. Il linguaggio è un limite e il mondo è limitato dal linguaggio.” Ci narra di una famiglia che va in pezzi, di genitori che si separano. Leggiamo che la vita va comunque avanti,  ognuno con il proprio modo e con il terribile peso di una scomparsa senza spiegazione. Con ritmo lento, ovattato, seguiamo  Anna, la sorella maggiore di Leo, protagonista del romanzo, che messa in crisi da un nuovo paziente, Michele, inizia a indagare sulla scomparsa di suo fratello. Leo, il bambino scomparso, è sparito dall’istituto nel quale frequentava la scuola speciale per sordi. Non ha alternativa Anna, non può fare altrimenti, perché conoscere la verità sulla scomparsa di suo fratello diventa necessario per la sua crescita, per ristabilire il suo equilibrio. Anna, che meglio di tutti in famiglia capiva, accudiva e amava Leo,  si trasformerà in detective, soffrendo fisicamente e psicologicamente per cercare di capire, mettendo in crisi anche il rapporto con la sua amica Stella e riaprendo ferite mai chiuse. Ho molto apprezzato che nel libro le descrizioni dei luoghi siano minime, che siano molto più importanti le descrizioni dei luoghi dell’anima, dei sentimenti che agitano le persone, dei pensieri.  Un viaggio fra silenzi e parole alla ricerca di un fratello scomparso. Libro dolce e triste. Delicato.  Per me una sorpresa.  Stefano Corbetta, l’autore, da seguire.    

Consigliato a chi ama le storie noir profonde, a chi è in cerca di sentimenti, di pensieri. A chi ama il silenzio.

 Dettagli

  • Genere: narrativa italiana
  • Copertina flessibile: 240 pagine
  • Editore: Ponte alle Grazie (27 agosto 2020)
  • Collana: Scrittori
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8833313638 
  • ISBN-13: 978-8833313634
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