Recensione a cura di Dario Brunetti
Indian Napoli è il nuovo romanzo dell’autore e sceneggiatore Al Gallo uscito per Mursia editore nella collana Giungla Gialla curata da Fabrizio Carcano.
Una Napoli di periferia si potrebbe trasformare in un vero e proprio film western in cui le forze di polizia si trovano nel mezzo di faide di clan rivali che si vogliono contendere le zone di spaccio? Un po’ quel che siamo stati abituati a vedere in realtà come Gomorra.
Nel rione Moro il clan Gentile per mero interesse ha voluto imporre la cosiddetta pax mafiosa che forse preannuncia solo l’inizio di qualcosa di terrificante.
In effetti qualcosa di misterioso e di soprattutto non ben definito accade; si tratta di un’auto appartenente a un istituto di vigilanza che si è andata a schiantare in un campo sportivo. Sul luogo accorrono l’ispettore Romano e il suo vice Ajello che trovano il corpo del vigilante che stava effettuando il servizio notturno.
Gli inquirenti si mettono subito in contatto con l’istituto di vigilanza San Bernardo e in particolare con il suo superiore, l’ex collega Peppe Del Gaudio, testa di legno del clan dei Gentile.
Se negli hard boyled di Chandler o Hammett c’è la femme fatal a destabilizzare la figura del protagonista, in questo noir c’è la figura femminile di Lisa Acone, vedova del vigilante, un personaggio che risulterà essere la vera mina vagante dell’intera storia.
Su quale versante si incanaleranno le indagini dei due protagonisti? Sarà stato davvero un fatidico incidente a causare la morte del povero vigilante?
Indian Napoli è un noir adrenalinico in cui sparatorie, inseguimenti e regolamenti di conti daranno a un microcosmo come la periferia delle atmosfere da Far West.
Ma l’autore non fa altro che raccontarci un po’ la realtà quotidiana dove gli agguati o le rapine sembrano ormai una consuetudine in un territorio dove regna la corruzione e l’illegalità.
I due protagonisti del romanzo sono gli antieroi del nostro tempo, uomini disillusi avvolti in una spirale di violenza e crudeltà e in una società cinica e spietata che cede al più bieco compromesso.
Non c’è mai fine al degrado di una città alla deriva in cui l’unica speranza va cercata nella rassegnazione, proprio questo senso di abbandono porta a una mancanza di progettualità con un piano di rilancio che fatica a prendere piede.
Al Gallo concentra l’attenzione sul disagio delle periferie che presentano criticità significative con famiglie intere che vivono in precarie condizioni economiche. Questo aspetto ha condizionato l’esplodere della criminalità organizzata soprattutto in quartieri diventati delle vere roccaforti per lo spaccio della droga.
Indian Napoli è un romanzo di denuncia sociale che attraverso una narrazione potente e incisiva svela la parte buia della città del sole, l’autore offre una rappresentazione dettagliata e dinamica di una realtà amara e dolente dandone un’immagine vivida e pulsante.
Un processo di maturazione narrativa a livello stilistico che contraddistingue il buon Al Gallo che a distanza di 5 anni dall’esordio di P.t. Perdita di tempo si riconferma una delle più interessanti voci del noir mediterraneo.


