Se vi appassiona il filone del noir, cosiddetto, psicologico, “ In ultima analisi “ non può non rientrare tra le letture da fare. Sì lo ammetto, Sellerio, editando “ In ultima analisi “ mi ha colpito positivamente. Abbiamo tutti gli ingredienti che servono per una storia che prende spunto, e si sviluppa, dai misteri della psicologia, anzi della psicoanalisi: il lettino dello studio sul quale viene ritrovata, cadavere, la paziente Janet Harrison, studio che diviene, ovviamente, il luogo del delitto, ed il lettino strumento di lavoro e di omicidio e di conseguenza? L’analista il principale indiziato. Un vero e proprio noir nel quale sullo sfondo, e nemmeno tanto, vengono affrontati i temi centrali della psicoanalisi, in cui tutti, in definitiva, diveniamo psichiatri o abbiamo necessità di rivolgersi dallo psichiatra. Non possono mancare i richiami a Freud d i suoi studi sull’isteria. Centrale è la figura di Kate, detective che indaga in modo caparbio per capire quanto ha per le mani, che scava scava e diviene sospettosa, una indagine che non ha “ ogni ragionevole dubbio “ ma deve muoversi su certezze, con le persone innocenti che si fanno prendere dal panico di fronte ad un’indagine di polizia, polizia che non si basa su intuizioni ma su prove, con le stranezze che emergono dalla vita della gente, in particolare quando vi si scava dentro, perché come sappiamo benissimo, e come ci viene detto in queste pagine, in tutte le equazioni occorre una costante e non solo variabili. E poi: la follia, malattia professionale degli psichiatri. Un noir, forse anomalo rispetto a ciò che siamo abituati a leggere perché si può, in questo caso, arrivare a capire chi è l’autore dell’omicidio ma non il perché. Un noir che ci fa capire la differenza, se c’è, tra realtà e verità. Essendo questo il primo romanzo di Amanda Cross, non possiamo che sperare nel prossimo, e quindi a presto Kate Fansler.

Giallo
L’odore di croissant e l’aroma del caffè gli avvolsero lo stomaco. “Come fa un uomo a iniziare la giornata senza aver fatto la colazione?” Trasse
