L’ispettrice Mirna Pagani con la sua adrenalina da una parte e Venezia/Mestre dall’altra. La laguna, con le acque immobili che nascondono piccoli e grandi misteri. L’ispettrice Pagani che opera a Venezia, città nella quale i prezzi lievitano grazie allo sfruttamento del turismo, e che lei non sopporta i morti ripescati e nemmeno le autopsie, che si avvale dell’agente Angeli come effetto rassicurante, Angeli l’agente/filosofo. Il morto? Un imprenditore, cacciatore accanito ed amante dei sigari di classe, vanesio ed intelligente; megalomane e generoso, scaramantico diffidente; di un’azienda importante e fiore all’occhiello del nord-est, omicidio che si prospetta come il classico,caso rogna. Un omicidio con troppe cose strane. Cappellozza che, tramite queste pagine, ci mette a tu per tu con chi si arrangia per sopravvivere giocandosi la pensione alla slot. Ispettrice Pagani divisa tra il suo ruolo professionale e le difficoltà dovute ai rapporti familiari, difficoltosi con il figlio, Saba, e la madre, “ Mantide “ che rientrano nella cosiddetta “ famiglia disfunzionale “. Pagani che tiene come riferimento un imperativo: comprendere la psicologia della vittima; indagine che prospetta spionaggi industriali. Un caso in cui, come si dice, niente è come sembra. Pagani che si dibatte nl capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Essendo, da ciò che apprendiamo, la prima indagine condotta dall’ispettrice Mirna Pagani, con il suo guardare in faccia il potenziale sospettato per poterne cogliere il movimento di ogni singolo muscolo, non possiamo che aspettarci la prossima.

Noir
Si iniziano a leggere le vicende di Pier Matteo Villa senza sapere esattamente dove l’esordiente Riccardo Sanna ti vuole condurre. Dopo un po’ ci si

