Il silenzio di Ada è scritto da un autore che si definisce “pennivendolo, raccoglitore di parole”; in realtà Roberto Van Heugten è una penna molto sensibile che con una scrittura curata e fluida si addentra in un noir che affianca la cronaca. La lettura appare lenta, piacevole, quasi come se fossi a bordo di una utilitaria mentre mi accompagna da Bolzano a Calvagese, passando tra i declivi dei meleti, dal Lago di Tenno, e arrampicandosi sino alla splendida Canazei. Descrive in maniera eccelsa il territorio e non è difficile apprezzare l’amore per questa zona che spicca anche tra le righe. E che io adoro.
Roberto è un perfetto accompagnatore sia nella trama – che attinge informazioni dalla più oscura cronaca nera – sia come guida gourmet.
Gianluca Vanetti è il protagonista che si ritrova dal ritmo pacato di una vacanza in montagna, ad essere il fulcro di trucidi eventi.
Anche il lettore gode di una scrittura meticolosa e rilassata, perlomeno nella prima parte del libro.
Ma un esperto di gialli non si fa ingannare, comprende facilmente l’abilità dell’autore. Sarà una lama da 20 cm a costringere al brusco e repentino cambio di velocità a questo intreccio. Lo scrittore abbandona la scrittura pacata ed imprime la giusta velocità al noir dedicato alle donne.
E ogni tassello torna al suo posto come il silenzio di Ada
