Genere:
Il silenzio di Ada
La piacevole trasferta dello scrittore Gianluca Vanetti, biografo di vite altrui, si trasforma presto in un incubo. Pochi giorni sulle Dolomiti sono l’inizio di una discesa verso l’ignoto, dove tutte le certezze via via acquisite cadranno sotto i colpi di un assassino particolarmente insidioso. Chi sono le due donne che desiderano incontrarlo fra le cime innevate? E perché Ada si rifiuta di parlare?
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Il silenzio di Ada è scritto da un autore che si definisce “pennivendolo, raccoglitore di parole”; in realtà Roberto Van Heugten è una penna molto sensibile che con una scrittura curata e fluida si addentra in un noir che affianca la cronaca. La lettura appare lenta, piacevole, quasi come se fossi a bordo di una utilitaria mentre mi accompagna da Bolzano a Calvagese, passando tra i declivi dei meleti, dal Lago di Tenno, e arrampicandosi sino alla splendida Canazei. Descrive in maniera eccelsa il territorio e non è difficile apprezzare l’amore per questa zona che spicca anche tra le righe. E che io adoro.

Roberto è un perfetto accompagnatore sia nella trama – che attinge informazioni dalla più oscura cronaca nera – sia come guida gourmet.

Gianluca Vanetti è il protagonista che si ritrova dal ritmo pacato di una vacanza in montagna, ad essere il fulcro di trucidi eventi.

Anche il lettore gode di una scrittura meticolosa e rilassata, perlomeno nella prima parte del libro.

Ma un esperto di gialli non si fa ingannare, comprende facilmente l’abilità dell’autore. Sarà una lama da 20 cm a costringere al brusco e repentino cambio di velocità a questo intreccio. Lo scrittore abbandona la scrittura pacata ed imprime la giusta velocità al noir dedicato alle donne.

E ogni tassello torna al suo posto come il silenzio di Ada

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